Diabete, nuova piaga della vita metropolitana

L'Ats: nel 2017 un milione di cittadini con malattie croniche non trasmissibili

Valutare l'impatto dell'urbanizzazione sulle malattie croniche non trasmissibili, come diabete e obesità, e promuovere iniziative per salvaguardare la salute dei cittadini e prevenire queste malattie. Questo l'obiettivo del programma «Cities changing diabetes», cui ha aderito il Comune, nto dalla collaborazione tra University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center con il contributo non condizionato di Novo Nordisk. Al progetto hanno aderito le Università di Milano, l'ATS di Milano Città Metropolitana e il Museo della Scienza e della Tecnologia.

Milano è la seconda città metropolitana più popolata di Italia, con quasi 3,5 milioni di abitanti residenti in 134 comuni. Secondo i dati dell'Annuario 2018 di Milano Città Metropolitana, l'area metropolitana milanese ha registrato nell'ultimo anno un incremento dello 0,5 per cento dei residenti rispetto all'inizio del 2017. Secondo i dati dell'ATS di Milano relativi al 2017, oltre un milione di abitanti ha una malattia cronica non trasmissibile e le più diffuse sono le malattie cardiovascolari, i tumori e il diabete. Quest'ultimo colpisce circa 200mila persone.

«I grandi centri urbani commenta Pierfrancesco Majorino, assessore alle Salute del Comune e vicepresidente della Rete Nazionale Città Sane - diventano sempre più centrali nell'affrontare le grandi questioni che riguardano la salute dei cittadini attraverso strategie di lungo periodo». «L'opera di sensibilizzazione e informazione sulle malattie croniche non trasmissibili - spiega Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia - è fondamentale proprio a partire dalle grandi città come Milano. La capacità delle istituzioni di collaborare fra loro e indirizzare i cittadini verso i corretti stili di vita, l'attività fisica, la sana alimentazione è determinante e rappresenta una svolta concreta per garantire un'efficace azione di prevenzione».

«Ormai più di un italiano su tre vive oggi nelle 14 città metropolitane - osserva Andrea Lenzi, presidente di Health City Institute e del Comitato Nazionale per la Biosicurezza della Presidenza del Consiglio -. Parallelamente, riscontriamo una crescita di alcune malattie, come diabete e obesità, fortemente legate ai profondi cambiamenti di stile di vita che comporta la vita nelle città, come lavori sedentari, scarsa attività fisica, alimentazione scorretta, tanto che si parla oggi apertamente di urban diabetes, ovvero diabete urbano». sempre più urgente dunque stimolare, a livello internazionale e nazionale, i decisori politici a considerare il tema dell'urban diabetes prioritario per identificare le politiche di prevenzione più adatte e come migliorare la rete di assistenza.