Documento di Forza Italia "Pari dignità con gli alleati"

Il coordinatore provinciale Musella riunisce gli eletti: «Basta attacchi nel centrodestra, noi decisivi alle urne»

Ricambio, rilancio e dignità. Pari dignità con gli alleati del centrodestra. Questi i punti salienti di un documento che lunedì prossimo il coordinatore provinciale Graziano Musella porterà all'approvazione del direttivo provinciale di Forza Italia, per poi sottoporlo a una assemblea degli eletti entro il 20 giugno e infine consegnarlo, come garante, al leader e fondatore Silvio Berlusconi.

Il testo sancisce, nero su bianco la posizione del movimento, delinea un percorso da seguire da qui ai prossimi mesi e contiene soprattutto la marcata rivendicazione di una dignità politica che i vertici del partito intendono difendere da attacchi esterni ma anche da agitazioni interne.

Sullo sfondo c'è ovviamente anche l'attivismo di chi guarda all'iniziativa del governatore ligure Giovanni Toti, un'operazione che contiene in sé un certo margine di manovra ancora irrisolto, fra l'azione di rilancio interna - di questo parlano i promotori e gli aderenti - e la scissione verso lidi diversi, ancora da decifrare. Ecco il quadro e la reazione, il documento azzurro. Destinatari tutti gli attori politici, con una Forza Italia che oggi è distante dai fasti delle percentuali massime, ma comunque decisiva alle urne. Questo rimarca Musella dieci giorni dopo il voto europeo e il primo turno amministrativo. Questo vede alla vigilia del ballottaggio. «In 20 Comuni su 58 al voto - spiega il coordinatore - il centrodestra ne ha già conquistati 20, 12 dei quali con esponenti di Forza Italia o di area Fi. E anche nei 5 Comuni sopra i 15mila abitanti che sono stati aggiudicati al primo turno, a Cusano Milanino, ha vinto una nostra candidata, Valeria Lesma». «Forza Italia è determinante nelle vittorie e nella esistenza stessa di un centrodestra che copre tutto lo spettro delle offerte politiche - sottolinea Musella - La pari dignità è necessaria, è fondamentale, non intendiamo subire attacchi al partito o al suo presidente, attacchi fondati sul fatto che saremmo donatori di sangue». Il monito è chiaro. Rivolto a nessuno in particolare, perché tutti intendano: «Altro punto - prosegue Musella - è la linea. Non c'è linea politica dice qualcuno. Ma la linea è quella del 4 marzo, quella sottoscritta da tutto il centrodestra, con obiettivi di programma che adesso vengono utilizzati, purtroppo solo in parte, dalla Lega al governo - penso alla legittima difesa che era un progetto nostro, a cui ha lavorato soprattutto Mariastella Gelmini», osserva.

A tal proposito, un punto rilevante della discussione interna tocca proprio gli incarichi direttivi sul territorio. «Mariastella Gelmini ha fatto un lavoro incredibile - osserva Musella - adesso c'è stata questa sua decisione (le dimissioni, ndr) che è legata alla incompatibilità col suo incarico di capogruppo alla Camera, io ora spero che chi prenderà il suo posto sappia gestirlo con altrettanta capacità. Faremo presto e intendiamo lavorare, velocemente, per il rilancio del partito e per il suo allargamento, avendo ben presente che il presidente Berlusconi resta il faro di questa fase di rilancio».

Legata agli incarichi direttivi territoriali, l'ultima delle questioni aperte: la «contendibilità» di questi incarichi direttivi. «A questo proposito - prosegue Musella - mi chiedo anche come scelgano i responsabili locali gli altri partiti. Fanno elezioni? Fanno primarie? Io vedo solo dei nominati. Qualcuno qui sta sfiorando il ridicolo», conclude Musella.