Doppio «Canto della notte» all'Auditorium

La Settima sinfonia di Mahler domani e giovedì diretta dalla cinese Zhang Xian

Simone Finotti

Seducente, misteriosa, ironica. Esoterica e luminosa, cupa e solare, scherzosa e solenne, seria e giocosa, spontanea e artificiosa. Romantica ma anche terribilmente moderna, tanto da affascinare, e ispirare, i grandi innovatori della musica del Novecento, Schoenberg, Berg e Webern in testa. Monumento in cinque tempi all'inquietudine di un mondo che cambiava frantumando le antiche certezze per farsi sempre più indecifrabile, la Settima Sinfonia di Gustav Mahler, conosciuta anche come «Canto della Notte» per via delle due «Nachtmusik» che occupano i movimenti pari, è il capolavoro scelto dalla direttrice Zhang Xian, sbarcata a Milano dal New Jersey dove ora dirige stabilmente l'Orchestra sinfonica locale, per chiudere la sua «rimpatriata» con laVerdi. L'appuntamento è doppio: domani (ore 20.30) e giovedì 1 giugno (ore 20), sempre all'Auditorium di largo Mahler, proprio alla vigilia della trasferta dell'orchestra a San Pietroburgo per le «Notti bianche».

Dopo il Canto della Terra (Das Lied von der Erde), eseguito la scorsa settimana tra gli applausi in combinazione con la sinfonia n. 25 di Mozart, si viaggia dunque a ritroso nel tempo, ripercorrendo all'indietro il percorso creativo e artistico del compositore che più di tutti caratterizza questa stagione della Verdi. Ideata nel 1904 e messa giù di getto «in un accesso di furore, lavorando in assoluto isolamento» durante l'estate dell'anno successivo, come testimonia la moglie Alma, la Settima è, a detta dello stesso autore, uno dei suoi lavori più complessi: nel solco delle innovazioni già sperimentate con la Sesta, che pure restava confinata nei quattro canonici tempi della sinfonia classica, Mahler osò ampliare ancor più il caleidoscopio orchestrale inserendo timbri, combinazioni strumentali e soluzioni di grande impatto per l'epoca. Alla luce dei fatti, fu molto coraggiosa anche la scelta della prima esecuzione, che ebbe luogo a Praga, nel 1908, in occasione del giubileo dell'imperatore Francesco Giuseppe: musica nuova per un impero che stava tramontando, avrebbero potuto pensare, durante quella festa dal vago sapore di musiliana «Cacania», il compositore Alban Berg e il direttore Otto Klemperer, allora poco più che ventenne, che proprio della Settima ci avrebbe lasciato una sconcertante, lentissima interpretazione in oltre 100 minuti, mentre la media delle esecuzioni supera di poco gli 80.

Una lunghezza considerevole anche nella produzione mahleriana, ma non c'è da stupirsi: per Mahler la sinfonia era molto di più che semplice musica, era un mondo intero, come confessò un giorno al collega Jean Sibelius. Biglietti da 16 a 36 euro. Info e prenotazioni in Auditorium oppure on line su www.laverdi.org o www.vivaticket.it.