Droga e lucciole d'alto bordo, albanesi in cella

Appartamenti ben curati, decalogo e codice di comportamento per le «ragazze» reclutate e un sistema per calcolare l'esatta tariffa del cliente, allo scoccare di ogni mezz'ora di piacere

Appartamenti ben curati con affitto regolarmente pagato, decalogo e codice di comportamento per le «ragazze» reclutate e un sistema per calcolare l'esatta tariffa del cliente, allo scoccare di ogni mezz'ora di piacere, al costo di 70 euro. Da poco più di un anno, da marzo 2012, il gruppo dei 14 albanesi arrestati dai carabinieri, aveva creato un giro di prostituzione sempre più ricercato e d'alta qualità nel quadrilatero tra via Tempesta e via Monte Rosa.

Con adescamenti in strada e «consumazione» in 5 appartamenti in zona, l'attività, gestita in particolare da uno degli arrestati, un 37enne, serviva per supportare lo spaccio di eroina e cocaina, gestita dal fratello di 30 anni tra la Lombardia e la Svizzera. 

Tra i 14 arrestati, tutti albanesi, regolarmente residenti a Milano o a Lodi, una sola donna di 37 anni, passata dalla strada al ruolo di vera e propria adescatrice di ragazze, pagate 800 euro con garanzia di restituzione se, una volta in Italia, non si fossero rivelate all'altezza o abbastanza disponibili.

Le giovani, infatti, partivano dalla madre patria attratte dalla promessa di un lavoro regolare. Gli inquirenti ne hanno individuate 8 «attive», tra i 20 e i 29anni, che a turno, adescato il cliente, lo portavano in uno degli appartamenti appositamente affittati situati rispettivamente in viale Murillo, in via Dolci, via Abbiati , via Cavalcabò e via Pozzi.

L'attività di prostituzione negli appartamenti era seria mente monitorata dal gruppo: allo scadere di ogni mezz'ora, ciascuna ragazza, con un sms o una chiamata, doveva avvisare del protrarsi della prestazione e della sua natura. Tra le regole da seguire anche un severo codice per l'abbigliamento, elegante e mai volgare e una gamma di risposte standard da dare alle forze dell'ordine.