A due anni dal suo omicidio in Bovisa, 2mila colleghi lo ricorderanno

Un secondo anniversario amaro, soprattutto per la famiglia che non si rassegna a non avere piena giustizia. Chi ha sentito in questi giorni il fratello di Nicolò Savarino, il vigile travolto e ucciso a 42 anni in servizio da un rom che stava fuggendo a bordo di un suv, il 12 gennaio del 2011, ne parla come di una persona amareggiata, distrutta. A metà dicembre la sezione minorenni della Corte d'Appello di Milano ha stabilito una sensibile riduzione della pena per Remi Nikolic, il nomade alla guida del mezzo che ha ucciso l'ex vigile alla Bovisa. É stato condannato a 9 anni e 8 mesi di reclusione, il minimo della pena prevista per l'omicidio volontario. Già in primo grado gli erano state concesse attenuanti in considerazione del «contesto familiare» in cui era cresciuto. Per ricordare il vigile-eroe, i colleghi hanno organizzato domenica prossima, a due anni dalla morte, una mobilitazione nazionale a cui attesi almeno 1.500-2000 agenti da tutta Italia e la metà (ovviamente) saranno milanesi. Disagi al minimo per i cittadini è la regola che si sono imposti: intanto, il 12 non ci sono match a San Siro, poi niente corteo tra la Bovisa (dove si tiene la prima parte della manifestazione) e piazza Castello, si sposteranno in auto o bus. E per evitare strumentalizzazioni, la giornata è dedicata a Savarino e agli agenti caduti in servizio in tutta Italia. La battaglia per essere trattati «da poliziotti locali e non da impiegati», come recita il manifesto, è rimandata solo di 24 ore. Da Milano partiranno in serata i pullman diretti a Roma dove - lì sì - i vigili di tutto il Paese si faranno sentire. Nel sit-in organizzato lunedì 13 in piazza Montecitorio chiederanno al governo strumenti di tutela e servizio esterno in sicurezza, obbligatoriamente almeno in coppia, qualifiche e tutele legali al pari delle altre forze dell'ordine, migliori condizioni di previdenza e assistenza.
Una due-giorni in piazza dunque. Per la parte milanese, il programma domenica prevede alle 15 ritrovo in piazza Alfieri, il luogo dove fu ucciso Savarino. Da lì, corteo a piedi verso via Livigno, al comando della zona 9 dove prestava servizio e adiacente ai giardini che gli sono stati intitolati dal Comune. Anche l'assessore alla Sicurezza Marco Granelli e forse il sindaco Pisapia saranno presenti alle 16 alla deposizione di una corona al Parco Savarino. I ghisa si sposteranno verso piazza Castello dove è autorizzato un presidio fino alle 19. La questura ha vietato l'uso delle divise ma hanno ideato magliette ad hoc con il logo della polizia locale (nella foto). Poi, partenza per Roma dove si alzeranno i toni: «Basta farci prendere in giro - avvisano - pretendiamo ruoli chiari, dignità e tutele».