E Ismail critica il silenzio di Sumaya

La consigliera comunale dem tace. L'antropologa italo-somala all'attacco

Maryan Ismail ha lasciato a fine giugno il Pd dopo un'infuocata lettera al presidente del Consiglio e segretario del suo (ex) partito Matteo Renzi, rimasta senza risposta. La Ismail antropologa musulmana ed ex dirigente dem, aveva più volte contestato la corsia preferenziale e quasi unica concessa dalla giunta Pisapia al Caim (il coordinamento delle associazioni islamiche milanesi). Un rapporto consolidato dalla giunta Sala con l'entrata in consiglio comunale di Sumaya Abel Qader (dirigente Caim) eletta con la lista del Pd. «Me ne vado, il partito ha scelto l'Islam radicale» aveva dichiarato. Nelle scorse settimane ha presentato con il capo dell'opposizione in Comune Stefano Parisi un piano per trattare il tema dei luoghi di culto dando protagonismo al mondo islamico moderato e per prevenire il rischio di radicalizzazione. Dopo le parole di Hamza Piccardo («anche la poligamia è un diritto»), Ismail è tornata a sottolineare il silenzio dell'esponente islamica in Consiglio. «Tutto tace» il titolo eloquente di una dichiarazione su Facebook. «Ancora una volta - attacca la ex dirigente Pd - la consigliera mussulmana sponsorizzata dall'assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino non fa sentire la sua voce. Così come si è abilmente sottratta ai media e non ha partecipato con gli esponenti delle comunità islamiche milanesi alla Messa in memoria del povero Padre Jacques, così come non ha proferito parole di apprezzamento sulle prime unioni civili celebrate da Sala a palazzo Marino, anche questa volta nulla è pervenuto dalla consigliera riguardo le dabbenaggini espresse sulla poligamia da Piccardo senior, anche in virtù del fatto che è donna». Se istituzionalmente, considera la Ismail, «potrebbe non essere tenuta a rilasciare dichiarazioni, il ruolo simbolico che accompagna la consigliera dovrebbe imporle di sforzarsi a trovare qualche parola su questi argomenti. Dopotutto, per sua stessa ammissione, è osservante ortodossa e credo che ai milanesi interessi conoscere il pensiero della loro consigliera islamica. Invece il nulla che avanza». La difende il capogruppo Pd Filippo Barberis: «Sumaya non deve rispondere di ogni dichiarazione espressa da un altro islamico. Il partito, per voce Majorino, ha espresso una dura condanna alle parole di Piccardo. Se la consigliera non di dissocia dalla linea del Pd, significa quelle parole valgono anche per lei. Per quanto mi riguarda on ha bisogno di aggiungere altro».

ChiCa