E Milano nascose in ospedale mille anni di tesori e misteri

Negli archivi del Policlinico tornati alla luce 920 dipinti, lettere di Napoleone, Leopardi e insospettabili ricchezze

Mille anni di storia tornano alla luce. Lettere firmate da Napoleone e Leopardi, una collezione di 920 dipinti che comprende le firme di Segantini, Hayez e Carrà. Un patrimonio sterminato che sarà visitabile da milanesi, turisti e studiosi a partire dai prossimi mesi. Il Policlinico metterà a disposizione del pubblico le bellezze storiche e culturali della Ca' Granda, uno degli ospedali più antichi d'Italia. La sua biblioteca comprende documenti che si spingono dall'anno Mille fino a oggi e - attraverso la contabilità quotidiana e l'amministrazione di beni immobili di pertinenza dell'istituzione - permettono di ricostruire una stagione immensa della storia della medicina e dei suoi protagonisti.

La gestione di questo percorso culturale che svelerà un'altra parte dei segreti della città sarà opera del gruppo MilanoCard, lo stesso che a maggio ha aperto i camminamenti sopra la Galleria, allestendovi un cinema e replicando il successo con il Bianchini e le sue proiezioni sul battello in Darsena, oltre all'apertura della cripta di San Sepolcro che ha ospitato recital letterari e la mostra di Bill Viola.

Insieme agli archivi della Ca' Granda, l'operazione che prenderà il via con i primi mesi del 2018 aprirà con continuità di appuntamenti il sepolcreto della chiesa della Beata Vergine che si apre in fondo al cortile del Filarete, all'interno dell'università Statale. Sotto il luogo sacro, già visitabile e aperto al pubblico, si trova una cripta che ospita, nei suoi sotterranei, i resti di 150mila cittadini, morti fra il 1637 e il 1695 nell'allora ospedale. Qui furono sepolti anche gli eroi del Risorgimento, prima che le loro spoglie mortali fossero traslate sotto l'obelisco di piazza V Giornate, intestato alla stagione storica per la quale sacrificarono la vita.

Il sacro luogo, già restaurato, è passato attraverso fasi controverse. Dopo aver ospitato le riunioni dei cospiratori risorgimentali, dei quali restano i nomi incisi sulle lapidi alle pareti e le frasi patriottiche dell'epoca, la cripta è diventata un deposito dopo le conseguenze drammatiche dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. I sotterranei divennero quindi un ricettacolo, presto precipitato nel degrado. Ora torna alla luce.

Commenti

fifaus

Gio, 04/01/2018 - 17:16

"l'apertura" della cripta di San Sepolcro: sarebbe meglio parlare di restauro, anche se restauro molto discutibile, perché il luogo non ha più nulla di sacro e di mistico. Del resto, penso che la maggiornza dei milanesi non sappia neppure di che si stia parlando. E pure i preti...