E per le Olimpiadi è «indifferente»

Malagò: cerimonia nel vecchio o nuovo stadio, dal Cio c'è flessibilità

«Il tema di San Siro è tutto nelle mani del Comune e delle squadre. A noi va bene tutto, sia lo stadio attuale, migliorato e ristrutturato, sia che si crei un nuovo San Siro con tutte le tecnologie e opportunità, anche se con capienza inferiore, così come se dovessero emergere eventuali alternative». Il presidente del Coni Giovanni Malagò toglie dal dibattito-scontro sulla demolizione o no del Meazza la questione Olimpiadi. Nel dossier di candidatura per Giochi invernali 2026 la cerimonia di apertura è prevista allo stadio di San Siro ma «c'è flessibilità, non sarà assolutamente un problema per noi», e usando il plurale parla non solo da capo del Coni ma anche come membro del Cio. Milan e Inter hanno depositato due giorni fa il progetto di fattibilità del nuovo impianto e contano di realizzarlo entro il 2023. Per rientrare più velocemente dall'investimento punteranno a demolire quanto prima il Meazza per creare quel polo dello sport e del divertimento che garantirà incassi 365 giorni all'anno e non solo in occasione dei match. Tempo al tempo.

Ieri intanto Malagò ha presieduto il primo Tavolo tecnico in vista dell'organizzazione delle Olimpiadi 2026, presenti i membri della Commissione del Cio che accompagneranno il percorso di Milano-Cortina nei prossimi 7 anni. L'incontro si è tenuto a Palazzo Lombardia e il governatore Attilio Fontana ha portato un saluto sollecitando tutti a correre: «Chi ha tempo non aspetti tempo». Un detto che, ha riferito il sottosegretario regionale con delega ai Grandi eventi Antonio Rossi, «hanno apprezzato e fatto loro». Al tavolo per il Comune Jacopo Mazzetti, per il Coni anche la coordinatrice della candidatura Diana Bianchedi. Malagò ha spiegato che «si sono impostati i punti chiave del cronoprogramma da qui a febbraio 2026». Entro fine mese ci sarà una riunione a Palazzo Chigi tra i sindaci di Milano Beppe Sala e di Cortina Giampietro Ghedina, i governatori di Lombardia e Veneto Fontana e Luca Zaia, Malagò e il sottosegretario con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti. Il primo momento clou ufficiale è fissato il 10-11 dicembre a Milano, la presentazione ufficiale della governance al presidente del Cio Thomas Bach, e «l'obiettivo - precisa Malagò - è di essere pronti con la struttura operativa che gestirà i Giochi già a novembre, a 5 mesi dall'aggiudicazione. Magari si tratterà di manager che non sono proprio per strada, dobbiamo dare loro il tempo di liberarsi per questa avventura». Sulla legge speciale promessa da Giorgetti entro fine anno «escludo ritardi o complicazioni». Tra i temi riferisce Rossi c'è stato quello dei collegamenti tra le sedi di gara in Valtellina e Milano: «C'è tanto da fare per la Lombardia e i Giochi ci permetteranno di velocizzare alcuni processi, penso al completamento della tangenziale di Sondrio o altre opere ferroviarie, a partire dalla riduzione della durata del viaggio tra Milano e Tirano».

ChiCa