E Roma lascia Milano senza prefetto

Nonostante l'allarme di Gabrielli, il governo non ha scelto l'erede di Marangoni

Niente. Fumata nera anche all'ultimo consiglio dei ministri di venerdì, e Milano resta inspiegabilmente ancora senza prefetto. A nulla è servito l'allarme nuovamente lanciato qualche giorno fa dal capo della polizia Franco Gabrielli che è addirittura arrivato a indicare in Lambrate, Mecenate, Quarto Oggiaro e Scalo Romana alcune zone ad altissimo rischio. Senza contare di come la città sia entrata nei dossier dell'intelligence come possibile obiettivo di un attacco terroristico, tanto che a Natale e capodanno piazza Duomo e le principali vie dello shopping sono state protette con barriere anticarro di cemento e presidi armati delle forze dell'ordine. Non abbastanza, evidentemente, per convincere il governo a scegliere in fretta il sostituto del prefetto Alessandro Marangoni che ha lasciato il 31 dicembre per raggiunti limiti di età e dopo 43 anni di polizia. Certo, sostituire un uomo di grande esperienza ed altrettanto grandi qualità non è facile, ma forse la pratica visti i tempi che corrono avrebbe anche potuto essere liquidata con maggiore celerità. In corsa ci sono un uomo di altrettanta esperienza come l'ex questore di Milano e oggi vice capo vicario della polizia Luigi Savina, il prefetto di Bologna Ennio Mario Sodano, già vice prefetto vicario proprio a Milano e abituato a fronteggiare la criminalità organizzata e il capo di gabinetto del ministero dell'Interno Luciana Lamorgese. Si dice che il nuovo ministro Marco Minniti poterebbe scegliere Savina.

Non molto lontano dalla prefettura si apre il portone dell'arcivescovado, da dove entro fine anno dovrà uscire il cardinale Angelo Scola. Già consegnata a Papa Francesco la lettera di dimissioni, per lui è stata scelta (in modo non troppo scontato) la via della proroga che gli consentirà di accogliere proprio il pontefice nella sua vista a Milano del 25 marzo. Difficile immaginare il nome del successore, soprattutto dopo la nomina di monsignor Pierbattista Pizzaballa come amministratore apostolico della sede vacante del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini dopo la rinuncia al governo pastorale di monsignor Fouad Twal. Si sa che nelle sue ultime nomine Francesco ha benedetto preti «di strada» e quindi quasi nulle sarebbero le possibilità per gli ausiliari della diocesi: il vicario generale Mario Delpini, Erminio De Scalzi, Luigi Stucchi, Franco Maria Giuseppe Agnesi, il cappuccino Paolo Martinelli e Pierantonio Tremolada.

Altre poltrone importanti da assegnare sono quelle di Fiera Milano spa, dopo il terremoto giudiziario che ha coinvolto la sua controllata Nolostand e l'attesa udienza di domani in tribunale per decidere sul commissariamento chiesto dalla procura. Dopo le dimissioni dell'ad Corrado Perabioni e dell'intero consiglio di amministrazione, la Fondazione Fiera guidata da Gorno Tempini che controlla il 63,82 per cento di Fiera spa quotata in Borsa, ha aperto la caccia ai nomi di un nuovo board. Già si parla di un super manager pronto al rilancio, mentre il 19 aprile arriva di «Tempo di libri», il salone dell'editoria scippato a Torinio e su cui c'è grande attesa.

Promozioni in vista anche a Palazzo di giustizia, dove sono cinque le scrivanie libere in procura. Dopo la nomina di Francesco Greco a procuratore capo, serve l'aggiunto per Economia e Finanza e subentri ai pensionati Ferdinando Pomarici e Pietro Forno. A fine anno si libera anche il posto all'Antimafia oggi di Ilda Boccassini.

Difficile sarà trovare un sostituto allo scomparso Claudio De Albertis che tanto bene ha fatto come presidente della Triennale. Un incarico di prestigio che per qualcuno potrebbe andare all'archistar Stefano Boeri. Decideranno Regione, Comune, Camera di commercio e Mibact (il ministero dei Beni e delle attività culturali) che dovranno nominare anche il nuovo cda. Un 2016 tragico per Milano si è portato via anche l'eclettica Carla Sozzani che (fra l'altro) si dedicava con grande passione alla presidenza della Fondazione Ieo, nata nel 1994 per finanziare la ricerca clinica e sperimentale dell'Istituto europeo di oncologia fondato dal professor Umberto Veronesi. Un altro scomparso illustre la cui eredità è stata raccolta da allievi di altrettanto valore.

Il governatore Roberto Maroni ha già messo mano al vertice delle case popolari (Aler) sostituendo l'ex prefetto Gian Valerio Lombardi (per lui forse la presidenza Asam) con il leghista Angelo Sala. All'omonimo sindaco Giuseppe Sala, invece, toccherà decidere i destini dei vertici Atm, l'azienda dei trasporti di cui Bruno Rota è presidente e direttore generale (in agguato l'ex vicesindaco Ada Lucia De Cesaris) e di A2A dove sarà riconfermato il manager renziano Valerio Camerano.

Commenti

Trinky

Mar, 17/01/2017 - 13:14

Che strano...nell'articolo si fanno dei nomi per diverse assegnazioni: a un nome solo viene accostato il partito politico di appartenenza, come mai degli altri si tace? Vuoi vedere che sono tutti in quota PD?