Eccellenze siciliane ma in versione "Boatta"

Il nome, «Boatta», è un neologismo di tradizione sicula e indica i contenitori di vetro usati dalle nonne per le conserve. Da qualche tempo la «boatta» - etimologia borbonica dal francese boîte- è tornata di moda per servire coloratissimi centrifugati e persino cocktail esotici.

Al quartiere Isola, quello dal Bosco verticale, il termine è ormai famoso per un giovane locale aperto da neppure un anno in piazzale Segrino, all'angolo con la vivacissima via Borsieri. «Boatta» è infatti il ristorante lanciato da due giovani palermitani, Davide Ruggieri e Francesco Riina, pionieri di una tradizione siciliana rivisitata e anche in versione finger. In carta spiccano i nomi dei piatti che hanno fatto la storia di una cucina barocca senza essere stucchevole, come la parmigiana di melanzane, il bucatino con le sarde, i fusilli alla norma e la cassata.

All'ottima qualità delle materie prime si associa però un format giovane e leggero, con una cucina che dalle 12 a mezzanotte si trasforma senza mai snaturarsi.

Il fil rouge è, inutile dirlo, la «boatta», protagonista nell'aperitivo «a cassettina», nella versione «Boatta fish» (pesce del giorno in guazzetto con cozze e vongole), come contenitore per l'immancabile caponatina e per i dessert fatti in casa. MdM