Ecco la lista fantasma che tiene in scacco Beppe

Da ipotesi a certezza, il piano del sindaco per mantenere un ruolo

Alberto GiannoniLa «lista arancione» ci sarà. nel giro di pochi giorni, da ipotesi è diventata certezza. Anzi, progetto: alle elezioni comunali correrà, con Beppe Sala, anche una lista ispirata (d)a Giuliano Pisapia, sindaco uscente e simbolo di un'area disposta ad allearsi, da sinistra, col Pd. A sostegno del commissario Expo ci saranno, dunque, oltre alla lista di partito dei democratici, due formazioni «personali»: una «lista Sala» e una «lista Pisapia», che avrà dentro indipendenti, militanti di Sel e (ex) Pd, esponenti del sindacato o del volontariato, insieme a ciò che resta dei «comitati per Milano», le truppe elettorali di Pisapia.Il Giornale ne ha parlato pochi giorni prima delle primarie. I nomi dei possibili candidati circolano, confermati: Luca Gibillini e Mirko Mazzali di Sel, il braccio destro di Pisapia Paolo Limonta ma anche la consigliera regionale (ed ex assessore comunale) Lucia Castellano. Fra gli «sponsor» viene segnalata Benedetta Tobagi. La lista sarà presente in tutte le nove zone e avrà sicuramente un candidato presidente.Nel volgere di pochi giorni, il piano ha subito un'accelerata, completando la casella più importante, quella del capolista: sarà Francesca Balzani, vicesindaco e candidata sconfitta alle primarie di domenica, il primo nome di questa formazione, che nasce in un'area indistinta dal punto di vista partitico, ma più moderata rispetto alla «sinistra arcobaleno» che con laici, «civatiani», socialisti e soprattutto comunisti, si va aggregando intorno all'idea di un altro candidato sindaco, «antagonista» rispetto a quello del Pd. Il candidato più «radicale» ci sarà, lo ha confermato anche Sergio Cofferati, che ha giocato da protagonista una partita simile in Liguria. «La sinistra deve ancora scendere in campo a Milano» ha detto l'ex sindacalista nel salotto tv di «Ballarò», dibattendo proprio con Sala. Il punto è che gli esponenti di punta di Sel, a Milano, non vogliono lasciarsi attrarre dalle sirene della sinistra radicale. Ma allo stesso tempo sono in forte imbarazzo a sostenere (come partito) il candidato Sala, che - nonostante gli tutti sforzi fatti- continua a essere percepito come un corpo estraneo. Con una lista «civica e di sinistra» gli uomini più importanti di Sinistra e libertà potranno togliersi elegantemente da questo imbarazzo.D'altra parte lo stesso Pisapia, che è uscito sconfitto dalle primarie, userà questa operazione per conservare un suo ruolo. Certo, se Balzani avesse conquistato la «nomination» alle primarie la «lista arancione» sarebbe arrivata al voto sulle ali dell'entusiasmo. Ma, se possibile, la vittoria di Sala la rende se possibile ancor più «necessaria» agli occhi dei suoi sponsor. Qualcuno addirittura, come Pippo Civati, arriva a evocare uno scenario da «giallo»: un Pisapia che «consapevolmente» agisce per far vincere Sala alle primarie con «una serie di mosse che nessuno ha capito» (candidando Balzani contro Pier Majorino che era già in campo da sei mesi).Complotto o no, comunque, l'ex commissario di Expo ha vinto ma non ha sfondato alle primarie, anzi è andato più vicino al 40 che al 50 per cento. È vero che ha sancito fine all'era apertasi nel 2011, ma lui stesso (come Renzi e il Pd) appare in affanno. Un «partito civico arancione» potrebbe condizionare da sinistra Sala, Renzi e il Pd in caso di vittoria. O prepararsi al «day after», in caso di sconfitta.