Ecco la scuola che dà la patente ai Babbo Natale

Dura selezione e numero chiuso per imparare a far sognare grandi e piccini

Fanno sognare grandi e bambini, con la loro barba bianca e lunghissima, il vestito rosso e quel sorriso aperto e caldo, sempre pronto a regalare gioia e serenità. Sono i Babbo Natale, che con le Feste ormai alle porte stanno per invadere strade, negozi e centri commerciali della città. Con una grande responsabilità: non deludere mai i loro piccoli fan. Per questo nessun Babbo Natale si può improvvisare. Per vestire i panni di Santa Klaus bisogna studiare. E tanto. Per questo a Milano è nato un corso molto speciale: trasforma un comune cittadino nel simbolo più amato del Natale.

Le lezioni sono tenute da «ShowTime» (a Cinisello Balsamo) e durano tre giorni, per tre ore ciascuno. Alla fine è possibile lavorare nei centri commerciali, nelle feste aziendali e nelle case di chi vuole davvero sognare. «Formiamo professionisti del settore, per questo le selezioni sono molto rigide – spiega Thomas Pacher, che insegna la parte teatrale -. Abbiamo moltissime richieste, che ovviamente sono aumentate negli ultimi anni, vista la crisi e la disoccupazione». Le lezioni – al via la prossima settimana - sono divise su tre giorni, e possono essere seguite da quattro persone per volta, che vengono scelte dopo un accurato provino. «Abbiamo bisogno di gente portata per il teatro e per il lavoro con i bambini. Persone aperte e non troppo timide. Con un carattere tranquillo e un aspetto fisico adeguato», prosegue l'insegnante.

Non si tratta però di uomini di mezza età. «Abbiamo anche tantissimi giovani, dai 25 anni in su. Che se la cavano benissimo – conferma -. Il trucco può fare tantissimo». Il primo giorno è dedicato al teatro: si impara a parlare, a camminare, ad alzarsi e sedersi, a entrare in una stanza e a muoversi come un perfetto Babbo Natale. «Inoltre insegniamo ad affrontare le situazioni più diverse, come per esempio la timidezza o la paura dei bambini», afferma Thomas. Il giorno dopo ci si concentra sull'abbigliamento e sul trucco. «Tutto deve essere curato nei minimi dettagli: dalla barba ai capelli». Il terzo giorno è la volta della pratica. «I nostri Babbo Natale vanno nelle scuole o negli asili, dove offriamo il servizio gratuitamente. Così hanno la possibilità di cimentarsi direttamente con i bambini», prosegue Thomas. A quel punto i figuranti sono pronti.

Possono decidere di lavorare per «ShowTime» (in questo caso il costo delle lezioni, cento euro, è interamente rimborsato), oppure dedicarsi a questa attività in modo autonomo. Il lavoro in questi giorni di certo non manca. Le soddisfazioni neanche, visto che è possibile rendere più bella e allegra la giornata di un bambino. «Questo lavoro è importante, perché l'incontro con Babbo Natale è un ricordo indelebile nella vita di un bimbo – conclude Thomas -. Si tratta di un momento magico che non ammette errori». Sia nei posti pubblici sia nelle case private, dove i piccoli non vedono l'ora di ricevere i doni in arrivo dal Polo Nord.