«Ecobusiness e musica per salvare il pianeta»

Parla la famiglia di imprenditori milanesi che ha creato il network «a impatto zero»

Mimmo di MarzioAlcune terminologie, come «impatto zero» o «sviluppo sostenibile», fanno ormai parte del linguaggio comune. Eppure tutto cominciò con un vasetto di yogurt trent'anni fa, quando i Roveda, famiglia milanese di imprenditori, decise di fondare alle porte della città la Fattoria Scaldasole, impresa pioniera dell'alimentazione biologica in Italia. «Biologico è un altro termine ormai di largo uso comune, se non abusato», dice Enea Roveda, amministratore delegato di Lifegate, il più grande network italiano di attività e consulenza nel settore ecologico. «Eppure allora eravamo l'unica azienda ad investire in Italia nella grande distribuzione di prodotti biologici». Poi, quando arrivarono tutti gli altri, la Fattoria fu venduta alla Plasmon. Ma i Roveda erano già oltre. Correva l'anno Duemila e in Lombardia nasceva il network Lifegate. Niente prodotti, stavolta, ma un progetto a 360 gradi rivolto alle aziende nel segno dell'ecobusiness. «La Fattoria fatturava 50 miliardi di vecchie lire - racconta Roveda - ma Lifegate nasceva con un proposito più ambizioso, fondare una comunità di imprese che imponesse una logica di profitto soltanto nel rispetto del pianeta: lo abbiamo battezzato People Planet Profit». Qualcosa a metà tra la società di consulenza e la scuola filosofica. L'indottrinamento è stato infatti il primo passo, praticato attraverso diversi canali mediatici. Anzitutto una radio, Lifegateradio, che per 24 ore al giorno trasmetteva (e trasmette) musica di qualità, messaggi sul binomio etica-profitto, e pochissima e selezionata pubblicità. «I nostri inserzionisti pubblicitari - dice Roveda - sono solo imprese che hanno sposato progetti di sviluppo ecosostenibile, che utilizzano sistemi di produzione a basso impatto ambientale e si battono contro le emissioni di Co2. Se bussa alla nostra porta una multinazionale che utilizza energie inquinanti rispondiamo: no grazie». In questi anni il progetto Lifegate si è ampliato. Oltre alla radio sono state create attività di social che oggi abbracciano una comunità di cinque milioni di utenti. Nel tempo sono nati un portale, un magazine, una clinica olistica e perfino un ristorante. La domanda che i Roveda si saranno più volte sentiti fare è: davvero volete salvare il pianeta o anche stavolta puntavate ad arrivare primi sul mercato? «Non siamo dei benefattori nè dei visionari, ma abbiamo ben chiaro che in questa epoca essere sostenibili conviene a tutti: vuol dire mettere in primo piano la qualità della vita e il rispetto per l'ambiente. Non è un caso che anche al tavolo dei grandi del pianeta oggi ci sia soprattutto la riduzione delle emissioni di C02. Ma non è neppure un caso se, malgrado la crisi, il mercato del biologico sia cresciuto in questi anni del 20%». Lifegate ha sviluppato un'attività di consulenza con centinaia di aziende sui temi della sostenibilità, le affianca per sviluppare progetti interni e di comunicazione, fornisce gas naturale ad oltre 1.500 realtà sul territorio; infine, offre servizi di efficientamento energetico attraverso la fornitura di sistemi di illuminazione a led sostenibili. «Alle aziende spieghiamo che produrre in modo sostenibile conviene perchè fa diminuire i rischi e alla lunga abbatte i costi. Essere sostenibili inizia dalla politica degli acquisti all'ottimizzazione energetica, fino ai contratti con i dipendenti che, se sono felici, producono meglio». È il People Planet Profit, l'era delle tre «P»...