Egiziano evade dai domiciliari e rapisce il figlio: in manette

Paola Fucilieri

Un piano pensato. Messo a punto grazie a un obiettivo forte e preciso: rapire la compagna e i figli di due anni, 14 e 2 mesi - affidati dalle autorità a una comunità in provincia di Alessandria - per riportarli tutti per sempre lontano da qui, in Egitto. Dei poliziotti - la squadra investigativa del commissariato Villa San Giovanni, guidato dal vice questore aggiunto Rosanna Chironi - disposti a fare l'impossibile per ritrovare il piccolo e arrestare il padre-sequestratore. Un egiziano di 32 anni, con precedenti per reati contro il patrimonio e oltraggi. E fuggito dagli arresti domiciliari - a cui era stato condannato dopo aver picchiato due vigili urbani - proprio per rapire la famigliola.

Il sequestro, avvenuto nella notte tra il 28 e il 29 marzo, e non senza la complicità della compagna italiana di 32 anni (pure lei già nota alla giustizia), funziona solo in parte. Lasciando degli strascichi non indifferenti: il nordafricano ferisce infatti una operatrice con un coltello e ospite della struttura, quindi nella fretta, decide di portare via solo il figlio di 2 anni. Per affidarlo a una coppia di amici di Monza (completamente ignari del rapimento) inventando di avere un problema di lavoro per qualche settimana.

È stato grazie alla tenacia della polizia che sabato scorso, il pomeriggio del 30, che l'egiziano è stato rintracciato dalla polizia in via Trasimeno, nel quartiere Adriano, davanti a uno degli alloggi che aveva occupato di recente e dove stava concedendo un'intervista alla trasmissione Le Iene che aveva contattato per raccontare la sua versione dell'intera vicenda.

Al momento dell'arresto l'uomo, ostinato, si chiude nel silenzio: «Mio figlio? Sta benissimo, ma non vi dirò mai dove si trova». Lunedì gli investigatori provano allora a incrociare i dati sulle conoscenze della famiglia in fuga, individuando la coppia di Monza e anche il bambino.

Chi la dura, di solito, la vince. Sempre.