Eliminate quattro imprese dalla gara per la Galleria

Intrecci societari o aziende inattive, scendono a sei i concorrenti per gli spazi di "Salotto" e "Gatto rosso"

Come volevasi dimostrare. Si accorcia la lista dei pretendenti ai due spazi in Galleria messi a bando lo scorso gennaio dal Comune, quelli oggi occupati dalla «Locanda del Gatto Rosso» e dal ristorante «il Salotto». La settimana scorsa il Giornale aveva svelato intrecci societari tra imprese che avevano depositato le buste per entrambi i lotti (vietato dal bando) o con scarsissima esperienza nel mondo della ristorazione. Forza Italia aveva chiesto subito al presidente Pd della Commissione Antimafia di convocare una riunione sul tema per fare chiarezza. E ieri la commissione di gara presieduta dalla direttrice del Demanio Laura Mari ha convocato in seduta pubblica i dieci concorrenti per comunicare l'elenco degli ammessi. Dopo le verifiche istruttorie, i partecipanti sono scesi a sei, tre per ogni locale. L'articolo 9 del bando prevedeva che uno stesso soggetto potesse presentare l'offerta «per un solo lotto». Non era consentito avere rapporti di controllo e collegamento con altre aziende concorrenti, pena l'esclusione di entrambe le imprese (se le offerte avessero riguardato lo stesso locale) o della busta consegnata più tardi in ordine temporale. Tra i requisiti richiesti «a pena di esclusione» c'era anche la garanzia di svolgere attività di bar/ristorazione «da almeno cinque anni». La società Carola srl di Roberto Bernardelli, ex leghista, titolare dell'hotel dei Cavalieri di piazza Missori, e la Micedo srl di Vesna Zarkov come ha spiegato la commissione «sono riconducibili ad un unico centro di interesse. I due titolari sono coniugi e le quote di Micedo sono possedute al 51% da Carola srl e al 49% dalla società Ember srl, socio a sua volta di Carola srl. Viene esclusa la busta di Micedo che concorreva per lo spazio del «Salotto» e si salva Bernardelli che punta a prendere il posto del «Gatto rosso». Gli inquilini ovviamente cercando di difendere il posto, sono stati ammessi alla fase due. Due cordate «intrecciate», la Pinterrè-Safe srl e la Money srl (in consorzio con Edamame srl) che avevano in comune lo stesso rappresentante legale, il giapponese Katsu Shintaru, concorrevano per lotti diversi ma è stata esclusa anche la busta arrivata per prima. Dalla visura storica della Camera di commercio di Napoli infatti è risultato che la Pinterrè è inattiva, non sussiste quindi il requisito dei 5 anni. E ha gestito un bar nel mezzanino della metropolitana in piazza Duomo dal 2005 al 2016, ma ha ceduto il ramo d'azienda dal 14 giugno dell'anno scorso e risulta quindi inattiva la Prima C snc, prpprietà di cittadini albanesi, che puntava al lotto 2.

Restano in gara quindi per lo spazio del Gatto rosso, oltre ai gestori della locanda, Roberto Bernardelli e la società Lupita's di Mauro Tiberti, il fondatore dell'Odstore, l'outlet dei dolci che ha aperto sedi in via Torino, corso Buenos Aires e anche alle spalle del Duomo, negli ex spazi delle Librerie Paoline. il titolare del Salotto competerà con la Molino 6-678 srl e il gruppo di ristorazione «Fabbro spa». I prossimi passaggi: la commissione di gara si riunirà in sede privata per esaminare le offerte tecniche e poi convocherà la seduta pubblica, probabilmente già entro fine mese, per aprirà la busta economica. L'assegnazione a quel punto sarà però provvisoria, per quella definitiva il Comune dovrà attendere la sentenza del Consiglio di Stato attesa il 22 giugno sui ricorsi presentati dagli inquilini contro il bando.