ESPERTI SUL CAMPO Dall'ex Paolo Pini a Brera, così pittura e musica curano il disagio

Una grande poetessa cara a Milano, Alda Merini, scriveva che «La follia è solo una maggiore acutezza dei sensi». Una frase che ben sintetizza come il disagio psichico, le ossessioni e l'alienazione siano state da sempre linfa vitale per l'arte. Al contempo, la stessa arte è una «medicina» che viene sperimentata con successo proprio come antidoto al mal di vivere in tutte le sue forme. Questi temi saranno oggi al centro di un interessante evento organizzato da Artepassante, piattaforma culturale che coinvolge associazioni, scuole e accademie milanesi in progetti artistici all'interno del Passante ferroviario e della metropolitana. Al centro, la mostra dell'artista napoletano X-MAX che ha sviluppato il proprio percorso artistico sulle immagini allucinatorie causate da un disturbo psicotico di cui ha sofferto per molti anni. In una trentina di opere fotografiche e pittoriche, l'artista mette in scena allucinazioni e percezioni di realtà parallele che hanno costellato la sua quotidianità. L'inaugurazione della mostra sarà l'occasione per fare il punto sulle esperienze più interessanti che hanno visto in questi anni Milano come palcoscenico di progetti legati alla cosidetta arte-terapia. All'incontro, che avrà luogo alle 18.30 nella galleria di Artepassante alla Stazione di MM Porta Venezia, prenderanno parte Tiziana Tacconi, docente della Cattedra di Teoria e Pratica della Terapeutica Artistica all'Accademia di Brera, la psichiatra Teresa Melorio, fondatrice e direttrice dei laboratori del Museo d'Arte Paolo Pini, Stefano Pizzi, direttore della Cattedra di Pittura a Brera e già attivamente coinvolto nelle attività delle Botteghe d'arte del MAPP. Proprio quest'anno il progetto nato nei padiglioni dell'ex ospedale psichiatrico di via Ippocrate compirà 20 anni e a fine maggio avrà luogo un ciclo di iniziative per raccontare ai milanesi l'importante esperienza che ha coinvolto grandi artisti anche internazionali nei laboratori di pittura, musica, danza e teatro. Gli utenti psichiatrici, che partecipano ai laboratori di riabilitazione psicosociale con artisti e arteterapisti, svolgono anche attività di guide a quello che oggi è un vero e proprio museo con opere permanenti di 140 artisti tra i quali Enrico Baj, Emilio Tadini, Gunter Brus, Martin Disler. Verrà presentato anche un progetto con Brera per il restauro delle opere, «ma servono fondi».

Da una decina d'anni, la terapeutica artistica è diventata anche un corso accademico a Brera che, nel biennio di secondo livello, specializza circa 120 studenti all'anno. «I nostri allievi - spiega Tiziana Tacconi, titolare della cattedra fondata con la docente Laura Tonani - arrivano da facoltà variegate, come Psicologia, Scienze dell'Educazione e persino Medicina, con l'obbiettivo di affiancare percorsi di creatività alla cura di patologie e disagi psicosociali». In questi anni il corso ha attivato dei laboratori d'arte in diverse strutture sanitarie, dai reparti di psichiatria a quelli di oncologia. Al Fatebenefratelli è stato istituito un laboratorio per l'assistenza a problemi comportamentali dell'adolescenza come dislessia, disturbi alimentari e bullismo; al Macedonio Melloni, la terapeutica artistica viene applicata perfino ad alcune patologie della gravidanza.