Come Expo ha cambiato il ruolo della vigilanza in Lombardia

«Anche il mercato della sicurezza si sta globalizzando, un processo che a Milano si è velocizzato con l'imminenza dell'Esposizione universale. I grossi istituti di vigilanza si uniscono per assorbire i costi e ottimizzare le risorse. Tuttavia la riduzione dei costi ha spessissimo tutti i limiti della catena di montaggio: i grandi numeri portano alla dispersione della qualità, a una sorta di supermercato della sicurezza. Noi costituiamo una nicchia, con costi superiori, sì, ma pronti a offrire anche un servizio di qualità maggiore. Con Expo si evidenzia ancor di più l'esigenza di trasformare la sicurezza in un capo sartoriale, disegnato su misura sul cliente».

Adriele Guarneri (nella foto, ndr ), 37 anni, un passato nell'Arma dei carabinieri, è amministratore delegato di G Action Group, una squadra di circa 300 professionisti tra i quali ci sono anche ex grandi nomi della squadra mobile di Milano o dell'antiterrorismo dei carabinieri del comando provinciale.

«Le esigenze di sicurezza privata stanno aumentando - spiega Guarneri -. E chi già si serviva della nostra collaborazione, come alcuni clienti del Quadrilatero, ha richiesto un'azione potenziata del servizio. Per fortuna, anche se piano piano, la prevenzione sta entrando nella nostra mentalità anche perché, aziende che hanno una maggioranza di clienti di origine inglese, mediorientale o comunque proveniente dagli Emirati, non possono permettere che, a due passi da Expo dilaghi l'idea di una Milano capitale italiana dei furti in abitazione o comunque di una città insicura. I clienti americani, ad esempio, fino a qualche mese fa impauriti dall'Isis, ora hanno accantonato l'emergenza terrorismo per concentrarsi molto di più su quel che potrebbe succedere a Milano durante l'Expo durante una qualunque giornata. Gli eventi eclatanti condizionano la percezione della sicurezza. E con le frontiere ormai aperte c'è poco da fare, l'effetto est Europa, dove sono maestri nell'esportare armi e nel falsificare documenti, si fa sentire. Anche i rapinatori delle gioiellerie del centro, come i responsabili del colpo da “Franck Muller“ di via della Spiga, una volta catturati sono risultati essere manovalanza organizzata proveniente da quelle zone e pilotata da terzi. Per questo i clienti cercano innanzitutto una figura che faccia da deterrente, con mansioni di analisi, intelligence a cui affiancare un sistema di telecamere ad hoc, cioè con sistemi all'avanguardia che creano un'immagine eccezionale, oppure una vigilanza più occulta, coordinata principalmente dalla centrale operativa».

Ma gli istituti di vigilanza cosa possono concretamente fare per Expo?

«Innanzitutto noi collaboriamo sempre con questura e comando provinciale dei carabinieri: appena ci accorgiamo di qualcosa che non va, qualcosa anche di vagamente sospetto o abbiamo segnali di determinati fenomeni, lo facciamo presente a chi di dovere, a chi indaga, si muove sul territorio e ha il potere di agire anche pesantemente. Quel che ci preoccupa è altro, cioè l'intasamento di gente che si creerà con Expo. Anche se gli albergatori, a fronte di oltre 8 milioni di biglietti venduti, sostengono di non avere altrettante prenotazioni, a noi sono stati chiesti uomini non solo per i padiglioni, ma anche per gli eventi collaterali a quelli di Expo, come quelli organizzati parallelamente all'Esposizione universale dal Quadrilatero. Senza contare che sia Trenord sia Atm hanno fatto bandi esterni per avere rafforzamenti in materia di sicurezza, cercando personale multilingua da inquadrare come guardia giurata, ma che svolga anche una sorta di servizio cortesia o risolva le emergenze più immediate. Si teme che arriveranno tante persone e tutte all'improvviso, Milano non può farsi trovare impreparata. E dobbiamo renderci conto che la gente che aspettiamo non è quella del salone del mobile, abituata a muoversi a Milano: ci saranno soprattutto tante famiglie. Per loro il vigilantes costituirà anche una figura di riferimento, di sicurezza sussidiaria, a cui poter chiedere informazioni, indicazioni sulle direzioni da prendere, sui mezzi su cui salire».