Expo, responsabile del padiglione Corea indagato per lesioni

«Lesioni colpose aggravate dalla palese violazione delle norme sulla sicurezza»: questa l'ipotesi di reato su cui indaga la Procura di Milano dopo l'incidente all'Expo di giovedì scorso, al padiglione della Corea del Sud.

Un bambino di otto anni, Giacomo Riviera, ha rischiato di perdere un braccio dopo essersi ferito con una delle installazioni, una scultura cilindrica rotante composta da una serie di lattine. Il piccolo era rimasto incastrato nel meccanismo mentre ne toccava una. È stato operato d'urgenza all'ospedale San Gerardo di Monza, dove proprio oggi sarà sottoposto a un nuovo intervento. Per fortuna recupererà a pieno la mobilità del braccio. Al momento nel fascicolo dell'inchiesta su questo brutto episodio risulta indagata una sola persona: si tratta di uno dei responsabili del padiglione coreano. Dalle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Nunzia Gatto, a capo del dipartimento che si occupa degli infortuni sul lavoro, risulta infatti che non tutto, all'interno di quel padiglione che è stato finora tra i più apprezzati dai visitatori, e in particolare in quella installazione, era come avrebbe dovuto: le misure di sicurezza, insomma, non sarebbero state del tutto rispettate.