Per Expo torna «Nerone» l'antieroe di Sylos Labini

Aprì la stagione ufficiale del Teatro Manzoni appena conclusa, apre quella «alternativa» che proseguirà tutta l'estate in concomitanza con l'Expo in città. «Nerone, duemila anni di calunnie» di Edoardo Sylos Labini e Angelo Crespi, adattamento per la scena del saggio dello scrittore Massimo Fini (tradotto in cinque lingue), torna sul palcoscenico dal 4 al 16 maggio in un allestimento immutato che prevede, in aggiunta, la sottotitolazione in inglese. Un'opera pop, con venti attori in scena, il commento musicale originale del dj e mimo Paul Vallery e, naturalmente, Edoardo Sylos Labini nei panni dell'imperatore noto, spiega l'attore, «per un incendio che mai commise». Testo affascinante già nella versione scritta di Fini, «Nerone» intende rivalutare la figura di un uomo di potere e di spettacolo che «fu un grande statista, ha plasmato la burocrazia imperiale, ha abolito le tasse indirette che gravavano sulla povera gente, ma che si sentiva più uomo di spettacolo che di potere». Dopo aver interpretato Mazzini e D'Annunzio, Sylos Labini ha pensato a Nerone: «Un uomo che racconta a suo modo la storia della nostra cultura occidentale, un pezzo di passato che penso possa affascinare i turisti che caleranno in città già a maggio. Certo dovrebbe rappresentarci di più Nerone che il Cirque du Soleil, trasformato nella grande attrazione dell'Expo». Il 28 aprile, su Raitre, uno speciale racconterà questo spettacolo: «Verrà trasmesso – spiega ancora Sylos Labini con tono beffardo – all'una di notte circa, perché la cultura, si sa, in tv viaggia negli orari da discoteca». Alla presentazione al Manzoni, anche i due autori Angelo Crespi e Massimo Fini. «Lo spettacolo – ha spiegato Crespi – è un mix di teatro e di entertainment: non vuole essere teatro d'autore nel senso di qualcosa dallo sguardo ombelicale. La sua narrazione è fatta per conquistare il pubblico, italiano e straniero».