Il fascino di carta e penna nell'era di mail, sms e social

Per una settimana Milano celebra l'arte della vera scrittura, fra teatro, cinema, musica e letteratura

Simone Finotti

Caro amico ti scrivo... ma vale ancora? Dipende: c'è chi dice che le lettere sono acqua passata e chi invece sogna ancora ad occhi aperti davanti a carta, penna e calamaio, pensando a destinatari reali o immaginari. E per nulla al mondo rinuncerebbe al piacere della busta, del francobollo e dell'attesa, oggi annientato dal tempo zero degli sms e delle e-mail. Sebbene Milano sia ormai una metropoli 2.0, sotto la Madonnina c'è ancora tanto spazio per i più romantici, almeno visto il successo del Festival delle Lettere, la prima e più grande manifestazione italiana dedicata alle care vecchie missive che, nata nel 2004, dopo 12 anni è più viva che mai con oltre 20mila lettere scritte rigorosamente a mano e un concorso aperto a tutti. Il Festival, organizzato dall'Associazione 365Gradi, si è aperto ieri al Teatro Verdi e prosegue fino al 19 con un programma che spazia fra teatro, cinema, musica e letteratura. Stasera va in scena alle 20.30 «Professor Hacker», con Angelo Pisani, testi di Francesca Sangalli e regia di Silvio Peroni, uno spettacolo che fa luce sulla sfida tra vecchi e nuovi mezzi di comunicazione, tra l'era epistolare e quella digitale. Domani, sempre alle 20.30, è la volta di un cast tutto in rosa, con Rita Pelusio, Alessandra Faiella, Livia Grossi e Maria Di Biase che riflettono sulla sessualità e sulla libertà femminile nel divertente e un po' irriverente «Lettera G». Il clou è nel weekend: dopo la proiezione cinematografica «Movieletters» (venerdì sera), sabato alle 20.30 arriva l'appuntamento più atteso: «Lettere a un artista», con Vinicio Capossela, Levante e Pacifico (biglietti ancora disponibili a 20 euro su vivaticket.it o alla biglietteria del teatro). Il linguaggio musicale incontra quello epistolare in una serata emozionante e coinvolgente in cui le parole delle più belle lettere indirizzate ad artisti si intrecceranno alle note di uno dei più profondi cantautori della sua generazione. Il pomeriggio di domenica, dalle 16.30, è dedicato alla presentazione di tutti i progetti del Festival e, in particolare, all'interpretazione e alla premiazione delle lettere vincitrici di questa edizione con la consegna della «Lettera d'oro». La «coda» del Festival, nelle serate del 17, 18 e 19, è l'occasione per riflettere su gioie e dolori dell'adozione con «La lavatrice del cuore», spettacolo teatrale scritto da Edoardo Erba e interpretato da Maria Amelia Monti sulla base delle testimonianze dell'edizione 2013, dedicata a questo tema. Tra recitazione, letture e musica (Federico Odling al violoncello), protagoniste saranno le voci di papà e mamme che raccontano il proprio viaggio. Dal 26 ottobre, poi, è in cartellone «Il cielo in una pancia», spettacolo nato dalla collaborazione tra il Festival e Chiesi Farmaceutici. E di fronte al teatro c'è la mostra «Buste dipinte e Corrispondenza artistica», inedita collezione di buste raccolte da Francesca Biasetton.