Fermato per spaccio, ucraino extralarge fugge

L'uomo ha strappato la finestra della camera di sicurezza, scappando senza lasciare tracce

Un vero e proprio energumeno. Un tizio grande e grosso, insomma. Quei tipi dell'Est Europa che solo a trovarteli davanti ti prende la paura, ti senti piccolo piccolo e temi ti possano spezzare come un fuscello. Eppure al commissariato di polizia «Comasina» lo avevano fermato per spaccio di stupefacenti. Purtroppo però, grazie alla sua mole e alla sua forza decisamente fuori dal comune, una volta nella camera di sicurezza, è anche riuscito a scappare.

È accaduto una sera a metà maggio. Quando due giovani agenti che lavorano nel commissariato di zona, a nord ovest della città, hanno catturato un ucraino nel quartiere scoperto a vendere delle dosi di droga. Attività di piccolo spaccio insomma. I poliziotti rientrano quindi in via Comasina 36 e portano l'uomo nella camera dei fermati, nei sotterranei di quello che è uno dei presidi più recenti (come costruzione) della città.

A questo punto non si capisce cosa accada esattamente. Ovvero: s'intuisce perfettamente, ma fa pensare più alla scena di un film sui supereroi, tipo l'Incredibile Hulk (faccia verde a parte) o a una pellicola di un film con protagonista Arnold Schwarzenegger ai tempi d'oro. I due agenti lasciano l'uomo da solo e se vanno a sbrigare altro lavoro. Poco dopo tornano e lui non c'è più. La finestra della stanza è stata sfondata e divelta come fosse passato un uragano, l'arrestato ci si è infilato, ha raggiunto il cortile dello stabile ed è fuggito.

Inutile sottolineare la sorpresa e lo sconforto dei poliziotti. Che si gettano all'inseguimento dello spacciatore, convinti di poterlo riacchiappare. Lo cercano per oltre un'ora in tutta la zona. Poi gettano la spugna e lanciano l'allarme agli altri colleghi del commissariato. Il fuggitivo però sembra essersi volatizzato nel nulla.

Lo ritroveranno mai? Chissà. Probabilmente sì se l'uomo, dopo essersene rimasto nascosto per un po', tornerà a fare affari in zona. Per fortuna non si tratta di un malvivente pericoloso, alla Igor per intenderci. E poi se abbiamo «perdonato» gli agenti della polizia penitenziaria hanno lasciato evadere al Fatebenefratelli, il mingherlino Ben Mohamed Ayari Borhane, un detenuto a rischio radicalizzazione islamica che dal carcere di Opera era stato piantonato in ospedale, non possiamo certo prendercela con chi ha avuto a che fare con uno spacciatore decisamente troppo extralarge. La cui forza era imprevedibile.