Festival no global illegale e fuochi d'artificio abusivi

Per l'evento-beffa dei centri sociali a San Siro il «gran finale» è uno spettacolo pirotecnico

Un finale col botto per i centri sociali di San Siro. Uno spettacolo pirotecnico non autorizzato ha concluso il festival dell'illegalità nel cuore del quadrilatero che vanta il poco invidiabile record degli alloggi occupati abusivamente. E in piazzale Selinunte ormai sembra abusiva anche la speranza, visto che altri cinque alloggi sono stati presi di mira dal racket delle occupazioni.

È il consigliere comunale Alessandro De Chirico (Fi) a denunciare il finale-beffa di questa vicenda surreale. E ne ha parlato anche in Consiglio comunale, il vice capogruppo di Forza Italia, preannunciando un'interrogazione, che arriva dopo giorni e giorni di segnalazioni sue. E denunce, finora inascoltate. Tutto è iniziato il 13 luglio, quando in piazza Selinunte è partita l'ottava edizione del «San Siro Street Festival» una manifestazione che viene organizzata dal centro sociale «Il Cantiere», l'ala dura del movimento anarchico antagonista che ha base in piazzale Stuparich. De Chirico riferisce di aver ricevuto numerose segnalazioni sulla vendita di alcolici nel corso dell'evento, «senza autorizzazione né rilascio di ricevuta fiscale». E ancora; «Imbrattamento di muri di una palazzina privata, musica a tutto volume fino alle 4.30 del mattino, fuochi d'artificio in violazione delle norme comunali». «Se vietano i bastoni per i selfie in Darsena - spiega - non penso che possa fare fuochi d'artificio il primo che passa, anche per evidenti ragioni di sicurezza».

Il 10 luglio, in occasione della presentazione dei vigli di quartiere proprio in piazzale Selinunte, De Chirico ha parlato con il sindaco Sala «per avvisarlo - dice - dell'organizzazione di tale festival e l'11 luglio ho presentato un esposto presso il commissariato Bonola di Polizia dello Stato». De Chirico nell'interrogazione ricorda anche che «la mattina del 13 luglio i vigili di quartiere posizionati in piazzale Selinunte con unità mobile, assistevano al montaggio delle strutture per la manifestazione», mentre «operai di Unareti spa (A2A, ndr) hanno allacciato a una colonnina elettrica gli impianti». Non è tutto: «Nella mattina di sabato 15 luglio, un centinaio di attivisti No sgomberi inscenava un corteo per le vie di San Siro per manifestare contro gli sgomberi degli alloggi indebitamente occupati». E, per marcare la coerenza fra idee e azioni, nelle stesse ore vengono occupati abusivamente alcuni alloggi Aler fra piazzale Selinunte, via Maratta e via Gigante. De Chirico ora chiede al sindaco la richiesta e l'autorizzazione rilasciata al festival, domanda se è vero «che l'autorità comunale abbia richiesto a Unareti l'allacciamento elettrico» e vuol sapere «chi ha sostenuto le spese per l'occupazione di suolo pubblico, per la luce elettrica e la pulizia del piazzale e delle vie limitrofe».

E pensando ai militanti di estrema destra denunciati pochi giorni fa per aver manifestato senza autorizzazione davanti a Palazzo Marino, De Chirico si chiede e chiede se, in questa Milano, «con Sala qualcuno è più non autorizzato di altri».

Commenti

evuggio

Mar, 18/07/2017 - 09:37

questa faziosità politica del governo di Milano è ormai una sconcezza