Un «Fiandre» si corre anche da noi. Anzi due

Nella Martesana e a Varese come in Belgio. Stessi muri da scalare, poi festa e birra

Il Giro delle Fiandre è qui. Si corre in Belgio domenica, una gara che è una festa nazionale e in questi giorni lo sarà ancora di più, perchè sono tanti altri i significati che si aggiungerannno. Il «Fiandre» sono i muri, sono la storia del ciclismo, sono un Paese che pedala, che sta sui bordi delle strade ad applaudire, sono birra e panini aspettando la corsa, sono il pavè che da quelle parti non è un fastidio da asfaltare ma sono cubetti di gloria. Il Fiandre sono paesini che vivono addormentati per un anno tra le campagne, tra case e cascine che sembrano un dipinto fiammingo, sono i cieli bassi e il sole che non tramonta quasi mai, sono gli sterrati infiniti nei boschi e la brezza del mare del Nord. E il ciclismo, ma è più esatto dire la bici, fa da collante e tiene insieme tutte queste cose. Domenica si corre il Fiandre e nel week end si corre un Fiandre anche da noi. Anzi due. Si comincia domani con il «Martesana Van Vlaanderen», 100 km esatti partendo da Inzago su e giù per le brevi salite che costellano il Naviglio Martesana e le rive dell'Adda per un totale di 1000 metri di dislivello, con i muri come nelle Fiandre quelle vere. E domenica si pedala nel Varesotto, nella valle dell'Olona e della Schelda, i boschi del Seprio come nelle Ardenne fiamminghe, la salita del Caramamma come il Paterberg. È l'idea intorno a cui ruota la Varese Van Vlaanderen , promossa dalla Asd Cicli Turri di Gallarate. «Qualche anno fa due nostri compagni di squadra hanno partecipato al Giro delle Fiandre per cicloamatori- spiegano quelli della Cicli Turri- E allora ci è venuta l'idea di farlo anche qui da noi. È bastato mettersi davanti a una cartina e chiedere agli amici ciclisti se conoscessero delle salite che potevano essere considerate dei veri e propri muri, come nelle Fiandre Che magari non saranno proprio la stessa cosa però fanno paura lo stesso perchè tra Ticino e Olona ci sono strappi e salite brevi che ti impastano le gambe. E il risultato del Fiandre varesino non lascia scampo a chi crede di fare una passeggiata: 121 km, ventisei muri, 1854 metri di dislivello complessivo con il il Caramamma che diventa Karamomberg, la rampa in pavè dal ponte del borgo vecchio di Castiglione che si trasforma in Kastilionenberg, i Mulini del Trotto che diventano un credibile Molentrottenmuur. E poi naturalmente il Tainenberg, il muro di Taino in pavè, che è tanto famoso tra gli appassionati . Partenza e arrivo alle Biolle di Cardano al Campo, già base dell'Asd CicliTurri per la Randonnèe delle Foglie Morte nel mese di ottobre. E alla fine birra per tutti e uno schermo per godersi l'arrivo del Fiandre. Quello vero.ARuz