«Finito il tempo delle parole, non ne posso più»

«Il tempo della parole è finito, anche per Expo. E devo confessare che anche io non ne posso più»: esordisce così Giuseppe Sala, amministratore unico di Expo 2105 spa all'inaugurazione della nuova Darsena. Tradotto: si passa ai fatti, con l'inaugurazione della Darsena appunto a fare da antipasto all'apertura del grande evento prevista per venerdì.

Tutto è pronto ormai, sottolinea Sala con orgoglio. Sullo stato dei lavori di Expo «siamo veramente alle finiture: adesso compatibilmente con il tempo avremo una giornata e mezza di pioggia, ma il resto sarà bello». Tradotto la corsa contro il tempo per ultimare tutti i padiglioni non dovrebbe essere troppo ostacolata dalla pioggia che, normalmente blocca i cantieri. «Tutti i padiglioni apriranno. Quello che vedo, vivendo il cantiere, è la bellezza straordinaria che sta venendo fuori», aggiunge. «Le polemiche ci sono state, ma perché ci sono stati dei problemi ed è inutile nasconderlo ma credo che l'immagine di Milano sia di gente che lavora, che è capace di resistere alle situazioni difficili, che va avanti perché crede nelle cose che fa». Anche Padiglione Italia sarà aperto, le eccezioni gli uffici e l'auditorium.

Leggermente in ritardo anche il padiglione del Nepal, che sta vivendo in queste ore momenti drammatici. «Stiamo aiutando i nepalesi che purtroppo hanno avuto questa tragedia - racconta Sala - 14 operai sono tornati indietro perché alcuni hanno avuto delle vittime in famiglia. Vogliamo organizzare non solo la raccolta fondi», anche in cantiere ci sono operai che stanno dando una mano al Nepal», ha concluso riferendosi, appunto, al fatto che il padiglione è in ritardo con i lavori.

A meno di quattro giorni dall'inaugurazione il numero uno di Expo traccia un primo bilancio: «Il nostro lavoro è stato oggetto di scetticismo ma la fiducia si è sviluppata nel mondo, e il risultato è di 10 milioni di biglietti venduti. Si tratta di un record nella storia delle esposizioni universali, così come il fatto che a Milano 54 Paesi abbiano realizzato il loro padiglione». Preoccupati per le contestazioni del 1 maggio? «Sì , speriamo che non succeda nulla perché è un evento per le famiglie».