La Fondazione Feltrinelli un'Isola "che non c'è"

La Fondazione Feltrinelli inugura "l'isola che non c'è", una tre giorni dedicata ai bambini da 0 a 10 anni

È vero, come afferma qualcuno, che i bambini non abbiano più fantasia e non sappiano più sognare? Forse, occorre saperli accompagnare e guidare per fare scoprire loro la vera dimensione del gioco e del divertimento, quella che coinvolge e appassiona, che sorprende e che meraviglia.

Un po' quello che accadrà alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli dove è stata inaugurata «L'isolachenonc'è», una tre giorni dedicata ai bambini da 0 a 10 anni e, in particolare, alla loro voglia di scoprire come funzioni il mondo e di sfidare la conoscenza. Evento riservato anche ai genitori, quelli che non vorrebbero crescere mai, ma anche per coloro che vorrebbero imparare a fare questo difficile mestiere di educatore.

Ecco che il palazzo di vetro di viale Pasubio lascerà trasparire tutta l'energia e la curiosità di coloro che parteciperanno al gioco della creatività organizzato grazie alla direzione artistica di Roberta Bianchi. Come spiega Massimiliano Tarantino, segretario Generale della Fondazione Feltrinelli: «È la prima edizione di una festa che trasformerà, per l'occasione, il palazzo in un luogo-non luogo allestito ad hoc proprio per i bambini, per avvicinarli a certi valori e temi della vita. I nostri ospiti potranno scoprire la diversità, affrontare il tema dell'identità, conoscere il coraggio, la forza, la solidarietà, il senso dell'amicizia». Il palazzo si trasformerà in un luogo fantastico nel quale le varie sale diventeranno ora una giungla dove i ragazzini potranno leggere, ma anche assistere a letture ad alta voce facendosi rapire dalla fantasia e dall'immaginazione, ora un Vascello dove, invece, gli adulti saranno coinvolti nelle storie dei loro figli. «Abbiamo allestito una vera confort zone conclude Tarantino - dove i nostri bimbi potranno dare libero sfogo alla loro creatività grazie alla collaborazione di ben 18 case editrici, ma anche di compagnie teatrali come il Buratto».

Ma le espressioni artistiche spaziano dall'utilizzo della sabbia al disegno, dal making fino a laboratori ideati proprio per sensibilizzare le nuove generazioni all'utilizzo e al non spreco.