Forza Italia, Lega e Fdi ora ragionano su Parisi

Il manager sale nella short list dei candidati Accantonate le primarie: Berlusconi contrario

Sabrina CottoneAppuntamento dopo la partita al «Camillo Benso» di piazza Cavour e chissà che l'ispirazione dello statista piemontese possano aiutare a trovare quel che in gergo poco sabaudo si definisce la quadra. All'appuntamento milanese di domenica sera tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, si è parlato anche di Palazzo Marino. Non ancora nomi per Milano, a differenza di altre città, ma strategie per il futuro, cioè per quando saranno definitivi i risultati delle primarie della sinistra. Insomma, dopo il 7 febbraio gli scenari saranno definitivi.La decisione presa, raccontano testimoni, è stata «giocare a specchio», aspettando la formazione altrui. Non un'attesa passiva, però, perché si parla di passi avanti nell'identificazione del parterre di candidati. La lista di papabili è stata accorciata ed è così diventata una short list di chi potrebbe scendere in campo.Silvio Berlusconi ha fatto il nome di Stefano Parisi, segnalando contemporaneamente qualche difficoltà, tra cui quella legate all'azienda dell'imprenditore, già city manager del Comune con Gabriele Albertini sindaco e quindi una specie di alter ego in campo avverso di Giuseppe Sala, che è stato direttore generale del Comune con Letizia Moratti.Si continua a parlare di Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, e anche di Daniela Santanchè, definita «tosta» dal Cavaliere, che però risulta non disponibile, mentre al momento sembra uscito dai giochi Paolo Del Debbio. Salvini ha fatto notare che candidati identitari, incluso se stesso, non aggiungono voti in caso di ballottaggio: «come non li aggiungo io», avrebbe detto il leader della Lega, chiedendo di verificare l'ipotesi di qualcuno che possa drenare «consensi non nostri» nell'elettorato.Durante la serata si è parlato anche dell'ipotesi di primarie nel centrodestra, solo in alcune città, dove possano essere utili. L'idea non piacerebbe a Berlusconi e così è stata accantonata ma è in questo contesto che si è discusso dell'ipotesi di allargare la competizioni a personalità non schierate in modo formale dentro i partiti di centrodestra. Tra i nomi, quello del leader di Italia Futura, Corrado Passera che continua a proporsi come un anti- Sala e un anti- Renzi, e il nome di Maurizio Lupi, che però ha come handicap l'essere legato al partito di Angelino Alfano, l'Ncd. L'ipotesi di primarie aperte, comunque, a cui possano partecipare tutti coloro che vogliono mettersi in gioco nell'ambito del centrodestra, non sembra destinata a convincere Berlusconi.Tra gli altri nomi che circolano, o sono circolati nei giorni scorsi, un ritorno sulla scena di Letizia Moratti come anti- Sala. Il nome è stato fatto quasi più come una provocazione per mettere in difficoltà il suo ex dipendente Sala che come ipotesi concreta. C'è poi Ennio Doris, ma il fondatore della Mediolanum, che di recente ha ceduto gli incarichi operativi al figlio, sembra più un auspicio che un candidato pronto a scendere in campo contro chi vincerà le primarie della sinistra.