Forze Armate, ricorso al Tar contro le nuove piste ciclabili

Nell'ordine, sono inferociti i residenti che non riescono a trovare parcheggio, i commercianti che non possono più sostare neanche per il carico e scarico merci - dall'autoricambi alla farmacia, il bar, il parrucchiere - nè lo possono fare ovviamente i loro clienti. E se sono di fretta il rischio è che cambiano indirizzo per gli acquisti. Anche i conducenti dei mezzi pubblici si ritrovano a scaricare i passeggeri sulla pista ciclabile nata da un giorno all'altro in via Forze Armate. Strisce gialle comparse anche in via Chinotto e sul lato est del cavalcavia Don Milani, zona Giambellino. Piste ciclabili nate «per ordinanza» invece che con una delibera o passando dai consigli di zona. «L'ordinanza si utilizza per questioni di emergenza, non si è mai visto che l'assessore alla Mobilità o un suo dirigente decida una mattina di agosto di far disegnare le strisce riservate alle bici, senza informare o coinvolgere la zona o i comitati sia dei residenti che dei commercianti che infatti sono infuriati e preoccupati per i danni che può provocare una misura apparentemente semplice, hanno ridotto moltissimo il posteggio nel quartiere» afferma il consigliere comunale del Pdl Fabrizio De Pasquale, che ha ricevuto la protesta del Comitato di via Forze Armate. Il presidente Marco Ellero fa presente che le piste non sono protette ed «espongono anche i ciclisti al pericolo, lungo via Forze Armate dalla caserma Perrucchetti all'incrocio con via Inganni la carreggiata si è ridotta molto e specie di notte chi la percorre su due ruote è a rischio». Lungo quel tratto sono stati cancellati i parcheggi «sul lato sud e nord della strada, con grave disagio per gli esercizi commerciali e gli abitanti» e ora «si aggraverà la situazione nelle vie adiacenti come Saint Bon, già intasata dal traffico. Il Comune avrebbe dovuto usare parte dei marciapiedi che costeggiano i perimetri dell'osepdale militare e del campo di esercitazione della caserma Perrucchetti, questo avrebbe comportato spese più elevate che sono state evitate con la soluzione più economica e pericolosissima per gli stessi ciclisti». Il portavoce dei residenti aggiunge che anche la pista disegnata in via Chinotto «aggrava la congestione del traffico in prossimità dell'incrocio con Forze Armate e sono stati eliminati i parcheggi lungo gran parte del marciapiedi», il timore infine di «tempi biblici in coda» da settembre al cavalcavia Don Milani visto che la nuova pista toglie una corsia di marcia «vitale». De Pasquale anticipa che con i comitati di residenti e commercianti preparerà un ricorso al Tar. Anche per dissuadere il Comune a proseguire con il sistema delle piste «per ordinanza».