Da «Frozen» a «Metropolis»: la musica per film piace live

Da oggi la storia Disney al Dal Verme. Le colonne sonore eseguite in sala (insieme alle pellicole) ora spopolano

Luca Pavanel

Una nuova forma di spettacolo. Che spopola. «Il film accompagnato dal vivo dall'orchestra sinfonica incuriosisce molto. Il genere, nelle sue diverse forme, è partito un po' in sordina fino ad approdare, in tempi più recenti, nei grandi teatri, con anche spettacoli di ampio respiro». Francesca Badalini (pianista e compositrice) è uno dei musicisti che da più tempo sono impegnati sul fronte della musica per film versione «live»: un pianoforte, una band o un'orchestra che esegue in diretta, alla presenza del pubblico, una colonna sonora mentre sulle schermo scorre il film. O il commento strumentale di video senza dialoghi.

A Milano questi tipi di show si moltiplicano. L'ultimo della serie è Frozen che verrà proiettato martedì 3 gennaio al Teatro Dal Verme (via San Giovanni sul Muro, a Milano) con la sonorizzazione di un'intera formazione orchestrale con tanto di coro e solisti. C'è da giurarci, la sala anche stavolta sarà piena di bambini, ragazzi e famiglie. Come del resto è già stato a Roma, al Parco della Musica, prima di Capodanno. Ma questo fenomeno, ora da boom, quando è cominciato?

«Anni fa, quando ho iniziato ad accompagnare i film senza dialoghi eravamo in pochissimi ricorda -. Già all'ora all'Oberdan erano dei pionieri». Sulla piazza meneghina oltre alla Badalini c'erano solo il pianista jazz Antonio Zambrini e pochi altri. Stagione dopo stagione e qualche «esperimento» più in grande, il genere è cresciuto. Si ricordano ancora le proposte agli Arcimboldi. Ma l'ente che più di altri nella capitale lombarda ha dato impulso è stata laVerdi e relativo (suo) Auditorium; pure il Conservatorio ha realizzato dei progetti. In generale, tra i primi lungometraggi storici proposti in città la Corazzata Potemkin (girato nel 1925) del regista russo Sergej Mikhajlovic Ejzenstejn, e Metropolis (del 1927) di Fritz Lang: pellicole senza parlato con le orchestre all'opera per la musica in diretta. Applausi, gran successo di pubblico. Poi la svolta che ha aperto il nuovo filone che ora va per la maggiore è arrivata con l'utilizzo dei film di questi anni; l'idea di affidare l'onere alle ensemble di eseguire colonne originali in sincrono con i testi recitati dagli attori. «A Milano prosegue ci sono state le esecuzioni del Padrino II, Psyco e del Signore degli anelli». Soprattutto quest'ultima saga, che richiede un dispiegamento di uomini e mezzi notevole, è un genere di produzione sostenibile da enti sinfonici medio-grandi. Come la Verdi, appunto. Ancora. Via via sono nate mini-rassegne. E Oberdan a parte (nel 2017 la Cineteca compie 70 anni con una serie di iniziative; il 12 gennaio Badalini accompagnerà il film L'uomo che ride), altri cinema hanno aperto le porte, tra questi «Gnomo» e «Rondinella» di Sesto San Giovanni.

Tra i personaggi, molto attivi due musicisti di primo piano come Alessandro Calcagnile e Rossella Spinosa. Inoltre il critico Massimo Privitera e la sua rivista ColonneSonore.net; lui spesso è nei teatri con incontri e conferenze sulla musica per film e dintorni.

Un settore, dunque, in fermento, sia per quanto riguarda iniziative e produzioni, sia per l'aumento del pubblico. «La prossima frontiera, la novità - conclude Badalini - sono, saranno probabilmente i film progettati apposta per la colonna sonora». Chissà, forse più avanti si potrà parlare persino di una nuova forma di opera.