Fucili, violenza e paura Sei farmacie rapinate come in un videogioco

I due malviventi arrestati avevano già messo a segno sei colpi Caschi integrali, armi e ferocia che ricordano la saga di «Gta»

Violenti, cattivi, invasati, rapinavano farmacie come nel contestatissimo videogioco «Gta», malmenando i presenti e sparando colpi con un fucile a canne mozze. La stessa arma comparsa anche fuori da un ristorante del centro, dove i due balordi avevano aggredito una coppia, gettando a terra la donna per poi rapinarla della borsa. L'altro giorno la loro identificazione, due trentenni pregiudicati, usciti di galera a fine autunno. E quando la polizia li ha cercati, ha scoperto che erano già tornati in carcere per una serie di condanne andate in giudicato. Sempre per rapina.

Vincenzo Pizzolante, 30 anni, e Davide Cammalleri, 33 anni, sono due «pendolari» del carcere. Scontano la loro condanna, escono, ricominciano a fare rapine e dopo un po' vengono ripresi e risbattuti in galera. Hanno ben poco da perdere ormai. Così quando lo scorso autunno tornano liberi, si rimettono subito «al lavoro». Per prima cosa il 15 dicembre rubano uno scooter alla Barona, dove abita Pizzolante, anche se ufficialmente residente in Brianza nel paese di origine della moglie, si procurano un fucile da caccia, con calcio e canne segate, e riprendono l'unica attività loro famigliare. Il giorno successivo i due assaltano una salumeria in corso Garibaldi, vicino alla casa di Cammalleri in via Anfiteatro. Il 15 la farmacia di via Boifava. Nelle immagini delle telecamere di sorveglianza si vedono i due entrare vestiti di nero, caschi in testa e guanti, per non farsi riconoscere e non lasciare impronte. Uno gira dietro il bancone per attaccare la cassa, il secondo strappa in malo modo la borsa a una cliente. Lei dice qualcosa, il bandito restituisce la tracolla e la poveretta si mette a frugarci dentro per estrarre il portafogli e consegnare i contanti ai banditi. Che finalmente escono ma, non soddisfatti, come bravata tirano un colpo di fucile sugli espositori facendo volare per aria la merce. Un'inutile crudeltà.

Nei giorni successivi i due si spostano in Brianza, dove il 18 dicembre prendono di mira una farmacia a Paderno Dugnano e il 20 una a Varedo, continuando a terrorizzare con i loro metodi brutali, farmacisti e clienti. Brutalità confermata anche la sera del il 3 gennaio quando, attorno alle 23, si appostano appostano fuori da un ristorante della centrale via Marsala. Affrontano una coppia appena uscita dal locale, puntano il fucile in faccia all'uomo, quindi strattonano la moglie di 56 anni, la fanno cadere e quindi le strappano la borsetta contenente 2mila euro e un paio di orecchini. Poi la fuga, sempre in sella allo scooter che, insieme al «canne mozze», è il tratto distintivo della coppia. Subito dopo però gli assalti cessano, il perché verrà chiarito nelle settimane successive.

Le indagini della questura dopo accertamenti, controlli e incrocio di dati, analisi dei tabulati dei loro cellulari, consentono di individuare i due balordoni. Scoprendo anche che sono già dietro le sbarre. A metà gennaio infatti i due sono andati in giudicato per una serie di rapine compiute tra il 2011 e il 2012. Sufficiente notificare loro un altro ordine di custodia cautelare in carcere. Resta da trovare il fucile a canne mozze. Con ogni probabilità però si tratta della stessa arma sequestrata ai carabinieri di Bollate a una coppia in sella a uno scooter. Uno di loro, amico di Cammalleri, nasconde in un borsone un «canne mozze» identico a quello usato dalla coppia di banditi. Forse venduto, forse prestato, forse ricevuto «in eredità» dai due dopo il loro arresto.