Al Fuori Salone il design eco-sostenibile

Angelo Grassi presenta la linea OrtoFabbrica, in cui elementi di origine diversa si fondono insieme per dar vita ad eleganti ed anticonvenzionali oggetti d'arredo quotidiano

Cosa rimarrà di questo Fuori Salone quando domenica si chiuderà la settimana del design? Difficile dirlo. A meno di quindici giorni dall'inizio di Expo l'attenzione del grande pubblico è tutta concentrata sulla data di apertura del primo maggio e molti designer già si stanno preparando a “sbaraccare” le loro avvenieristiche installazioni per trasferirle altrove. Di sicuro resteranno le idee (alcune geniali, altre senza dubbio creative ed altre ancora semplicemente incomprensibili) e i diversi modi di interpretare una società che sta cambiando e che, soprattutto, necessita di un cambiamento.

"Dobbiamo rivoluzionare il mondo per salvaguardarlo da una fine prematura. Oggi Industria e Tecnologia sono un qualcosa di cui non possiamo fare a meno, mentre possiamo tranquillamente sopravvivere senza il consumismo più sfrenato che inquina la terra e i mari. Noi qui recuperiamo e riutilizziamo tutto per creare cose destinate a durare nel tempo con un impatto ridotto sulla Natura", questa, in sintesi, la filosofia di Angelo Grassi, designer romagnolo, che da oltre vent'anni porta caparbiamente avanti il suo progetto eco­sostenibile e che, questa settimana, ospite di Palazzo Cusani, nel cuore del Brera Design District, presenta al pubblico la linea OrtoFabbrica, in cui elementi di origine diversa si fondono insieme per dar vita ad eleganti ed anticonvenzionali oggetti d'arredo quotidiano.

E così il visitatore può lasciarsi sprofondare dentro un sedia con rete di caucciù naturale e scheletro in acciaio inox oppure accomodarsi ad un tavolo di tondini in ferro saldati e ricoperti di edera rampicante, poi ci sono ancora i “pesi massimi in movimento”, spessi blocchi di cemento armato che si spostano con una lieve spinta grazie a piccoli cuscinetti a sfera, e le “credenze riciclate”, mobili assemblati con legno di recupero. Tutti prodotti che rappresentano in qualche modo la filosofia, tanto cara ai nostri nonni, del “non si butta via niente”.

"Vivendo nell'ottica del consumo e del guadagno a tutti i costi si rischia di perde un patrimonio di tradizioni e cultura generale che, invece, va tramandato alle generazioni future e che oggi la scuola non tutela a sufficienza. Noi siamo un'alternativa che vuole confrontarsi, migliorarsi e mostrare i risultati che ha ottenuto in molti anni di fatica, e il Fuori Salone è l'occasione giusta per farlo e per conoscere progetti altrettanto innovativi", dice Angelo indicando una “belledenuit”, un lampadario ottenuto dalla lavorazione di un vecchio fusto di benzina e realizzato dalla designer Nadja Galli Zugaro, tanto bello da confondersi alla perfezione con gli arredi d'epoca di Palazzo Cusani.