Al Fuori Salone un mondo fatto di cartone per i bambini

L'architetto Giunta: “La vera sfida di oggi non è fare un progetto altamente creativo, ma fare design dentro le regole restrittive del mercato"

È possibile immaginare un mondo fatto solo di cartone? Sì. Questa almeno è l’opinione di Marco Giunta, architetto di origine milanese, che ha voluto portare le sue particolari opere costruite esclusivamente di carta al Muba, il museo dei bambini di Milano. Anche quest’anno il Fuorisalone ha voluto dedicare uno spazio preciso ai più piccoli con una serie di incontri intitolata “Il design raccontato ai bambini”. Per tutta la settimana architetti, designer, curatori ed esperti hanno presentato capolavori, novità e curiosità dal mondo del progetto. L’architetto Giunta ha voluto proporre molti oggetti di uso comune che possono essere costruiti interamente con il cartone: “L’importante è avere una buona materia prima e delle belle forme da poterle incastrare tra loro – afferma il designer -. Il cartone è neutro, perché sta bene sia di fianco alla semplicità sia di fianco al lusso. Con queste premesse, è possibile costruire di tutto e di più”.

In effetti le idee che ha tirato fuori da semplici tasselli di carta (in collaborazione anche con i bambini presenti all’incontro) sono particolarmente interessanti, utili e soprattutto ecologici: ci sono sedie, tra cui la cosiddetta S1 in grado di sorreggere fino a 150 chili di peso, valigie che si possono trasformare in sgabelli, ci sono poi scarpiere, librerie, ma anche scrivanie, lampade, culle, passando poi per manichini di sposi ad altezza naturale, pareti, alberi di Natale, animali, aerei e razzi. “La vera sfida di oggi non è fare un progetto altamente creativo, ma fare design dentro le regole restrittive del mercato. Non bisogna sapere fare la sedia più bella con il materiale più innovativo, ma quella più funzionale, resistente e allo stesso tempo economica”. La ciliegina sulla torta arriva, giustamente, alla fine: tutti i monumenti più famosi di Milano costruiti in carta su un’unica piattaforma. In un batter d’occhio la Stazione Centrale, il Duomo, la Torre Velasca, il Pirellone, l’Arco della Pace e lo Stadio San Siro vengono collocati tutti insieme. Il cemento scompare e la carta prende il sopravvento. Sicuramente si tratta di un’utopia, ma non si mai che per arrivare in tempo con i lavori dell’Expo qualcuno non ci faccia un pensierino.