Fuori Tono

P iccoli compositori crescono. O meglio cresceranno, almeno si spera. Altri Bach, Zappa e Morricone, chissà... Una mano per incentivare la musica nelle scuole - e tutti sanno quanto ce ne sia bisogno - arriva dalla Regione (proposta dall'assessore dall'Istruzione Valentina Aprea), che ha lanciato il concorso «A scuola con ritmo».

I maligni penseranno a qualcosa che c'entra con il solito e vituperato «flauto» - per carità democratico e poco costoso - che in moltissime scuole viene ancora insegnato e usato come strumento di primo approccio musicale, attirandosi addosso i tuoni e i fulmini dei grandi Maestri. E invece no, questa volta - e come l'anno scorso - si tratta di un concorso che seleziona le migliori composizioni create da una o più classi delle medie a indirizzo musicale e dei licei musicali e coreutici. Tutto questo per «promuovere la cultura musicale nel sistema lombardo di istruzione», per stimolare «i giovani ad avvicinarsi alla pratica della musica e alla sua stessa composizione». Che dire? Sembra di trovarsi di colpo in Germania, Austria o nei Paesi scandinavi, oppure in Canada, dove la musica spesso nei contesti scolastici viene vista come una «religione». Ci sono molti istituti avanzatissimi (aule dedicate, orchestre e festival).

Lo stato di salute della musica in Italia, si sa, è quel che è, anche se ci sono punte di eccellenza e a volte nelle scuole la situazione è meglio di quel che si pensa. Poi ci sono iniziative come questa che vanno al di là delle aspettative: non solo l'incentivo allo strumento, che è un primo livello, ma la composizione, che richiede competenze specifiche e creatività.