Gallera: «Quaranta giorni per convincere gli indecisi a vaccinarsi»

L'assessore: «Convocheremo per raccomandata no vax, dubbiosi o distratti a parlare con esperti»

Sabrina Cottone

«Abbiamo fatto un passo indietro per non complicare la vita alle famiglie» dice l'assessore al Welfare, Giulio Gallera, all'indomani dello stop con cui la giunta Maroni ha deciso di non dichiarare guerra al governo sui vaccini. Il rischio era di avere regole diverse tra gli asili nido, che dipendono dalla Regione, e le altre scuole. «Ma poiché l'idea di convincere i no vax o comunque coloro che hanno dubbi o sono semplicemente distratti è importante - aggiunge l'assessore - intendiamo convocare coloro che il 10 settembre non arriveranno agli asili nido con i bambini già dotati di certificazioni per parlare subito con loro e cercare di avviare subito un percorso di recupero nell'arco di 40 giorni».

La convocazione arriverà attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno entro 15 giorni. «Parleremo con i genitori che non hanno portato i figli o si sono trovati in difficoltà, dialogheremo grazie al contributo degli esperti, perché non possiamo nasconderci che ci sono una serie di persone che hanno timore a far vaccinare i propri figli ed è proprio a loro che ci rivolgiamo».

Non ritiene discutibile la posizione dei No vax? «È un tema su cui abbiamo sempre lavorato per accompagnare le persone alla consapevolezza. La Lombardia è la Regione che ha la più alta copertura vaccinale d'Italia su parotite, rosolia, morbillo. Ma è importante sgretolare i dubbi che continuano ad avere coloro che li hanno». Lei ritiene di riuscire nell'obiettivo senza imposizioni? «Se tu dici: devi farlo per forza, rischi l'effetto contrario. Ci sono moltissimi genitori terrorizzati dall'autismo. Sono posizioni discutibili ma bisogna comunicare con queste persone. Noi ad aprile abbiamo fornito ai pediatri l'elenco di tutti i bambini non vaccinati e in un mese ne sono stati vaccinati il 10 per cento. La strada è questa. E anche la legge prevede questo per il futuro».

Perché le Regioni non inviano direttamente alle scuole i certificati vaccinali? «È vietato dal Garante, perché è un dato sensibile. Noi l'abbiamo chiesto, inutilmente». Il 31 agosto la Regione ha anche scritto ai due ministri della Salute e dell'Istruzione una lettera per proporre la soluzione dei quaranta giorni a livello generale. Loro hanno risposto con una circolare nazionale del primo settembre che, pur rifiutando nel suo insieme la proposta, «ha accettato la semplificazione, permettendo l'autocertificazione o la possibilità di ricorrere a una mail normale». Aggiunge Gallera: «Abbiamo anche ottenuto che un bimbo possa tornare se si vaccina».

La Regione tenta di recuperare chi rimane fuori da scuola, ritenuta da Gallera una delle rigidità della circolare del 16 agosto: «Dire che se il 10 non presenti una documentazione, rimani fuori per tutto l'anno scolastico e arrendersi così, mi sembrava una follìa».