Giù la scuola (inagibile) di via Pisa

È scaduto ieri il bando per la demolizione del plesso scolastico di via Ugo Pisa, zona 6 di Milano, dichiarato inagibile dai vigili del fuoco dopo le scosse di terremoto del 25 gennaio di un anno fa. In quel momento erano 500 gli alunni che occupavano le strutture di riferimento tra via Carozzi e via del Cardellino, 343 studenti agli elementari e 156 alle medie, ricollocati immediatamente tra gli istituti di via Narcisi e via Anemoni. Chi passa per via Ugo Pisa, trova un complesso residenziale di tutto rispetto e in parte di nuova costruzione, a due passi dalla parrocchia di San Giovanni Battista e arricchito da un grande parco a misura di bambino. Una cornice che stride con la presenza di questa costruzione in «prefabbricato metallico leggero» (così definita dal Comune) risalente a metà degli anni Sessanta e che la scossa di terremoto di quindici mesi fa ha solo contribuito a rendere completamente inagibile. Era già da tempo, infatti, che le maestre e i genitori degli alunni si interrogavano sul reale livello di sicurezza della scuola: dai primi contatti con l'assessore ai Lavori Pubblici della giunta Moratti, Bruno Simini, risalenti al 2008, ai persistenti problemi di pavimentazione, impianto elettrico e di smaltimento delle acque piovane, fino ai contatti con la nuova giunta e il sopralluogo dell'assessore Lucia Castellano nell'ottobre 2011. Sopralluogo che, complice proprio il terremoto, ha portato alla drastica soluzione dell'abbandono. «Una volta messa in atto tutta la procedura d'appalto - fa sapere il nuovo assessore ai Lavori Pubblici, Carmela Rozza -, il progetto verrà inserito nel piano triennale 2013-15, che dovrebbe essere esaminato dall'aula a fine giugno. Ottenuta l'approvazione, si potrà partire con la ricostruzione». Ma ad oggi il buco da oltre 400 milioni di euro di Palazzo Marino lascia poco all'immaginazione. E alla speranza dei genitori di via Pisa, attivissimi su internet con un sito sempre molto aggiornato, che vedono allontanarsi giorno dopo giorno la possibile ricostruzione del plesso. «È stato importante il primo passo del bando per la demolizione, anche se il nostro fine è e sarà sempre quello di avere una scuola nuova per il nostro quartiere», spiega Alberto Piazza, presidente dell'Assemblea Genitori. Sulla pagina Facebook «Ricostruiamo la scuola Pisa», mostra con orgoglio una prima risposta alle sue domande da parte del Comune mentre una foto svela l'attuale condizione della scuola elementare: sventrata, forse occupata e piena di scritte da bomboletta sui vetri. Intanto nelle sedi dislocate, le storiche iniziative dell'ex plesso continuano: il primo giugno tornerà la «Strapisa», la maratona per ragazzi giunta alla 33ma edizione che mobilita da sempre tutto il quartiere. Un modo come un altro, insomma, per onorare una storia quasi cinquantennale, come ricorda ancora Piazza: «I figli di molti di noi non faranno certo in tempo a rientrare nella scuola nuova, ma tutti noi lavoriamo per la scuola di domani. È un impegno civile a cui nessuno deve sottrarsi: genitori, istituto, istituzioni. La volontà c'è, i soldi meno: diamoci da fare».