Giacomino-«Tafazzi» e quei selfie negati ai ragazzi

Un genitore tenta di parlare col comico, ma lui riattacca il telefono

Nino MateriIl signor Giacomino Poretti (quello coi baffetti del trio comico «Aldo, Giovanni e Giacomo») pare assomigli sempre più a uno dei suoi personaggi più riusciti: il vecchietto rancoroso. Ricordate il pensionato che sollecitava il controllore dell'Atm (Giovanni) a multare l'extracomunitario «Ajeje Brazorf» (Aldo) perché pizzicato senza biglietto? Ecco, il nostro Giacomino ormai si è incamminato sulla stessa strada dell'anziano borbottante. E ciò non tanto per un fatto anagrafico - l'«anziano» Poretti ha solo 60 anni - ma per un modo di interpretare il suo ruolo di personaggio pubblico che ricorda molto l'atteggiamento scostante dei nonni in perenne osservazione davanti ai cantieri. Qualche giorno fa, ad esempio, Giacomino è stato ospite di una scuola milanese dove i ragazzi lo hanno bombardato di domande. Alla fine molti giovani gli hanno chiesto l'immancabile selfie. Ma lui - cordiale e comprensivo come i nonnetti con gli operai - ha risposto scocciato: «No, al massimo ne facciamo uno tutti insieme». Inutile telefonare a Giacomino per avere conferma o smentita dell'accaduto. Può capitare infatti (come è successo ieri a uno dei genitori degli studenti) che Giacomino risponda al cellulare, autonegandosi: «Il signor Poretti? No, non sono io. Ha sbagliato numero». E giù, il telefono in faccia. Una pantomima per nulla divertente. Anzi, decisamente triste. E dire che il bravo Giacomino è considerato da alcuni un «fine intellettuale» che verga arguti commenti su La Stampa e Avvenire, oltre a scrivere (per Mondadori) libri amatissimi soprattutto dai più giovani; gli stessi giovani che seguono anche le sue «lezioni» scolastiche e che hanno tutte le ragioni per identificarlo - oggi più che mai - nel celebre Tafazzi: davvero insuperabile nel martellarsi gli zebedei.