Grande beffa delle multe Arretrati per 200 milioni incassati soltanto cinque

La campagna di «rottamazione» è stata un flop: i furbi non hanno pagato neanche con lo sconto E crolla la tassa di soggiorno, Comune ai ripari

La stima era già stata prudente. Prudentissima. Il Comune aveva lanciato a febbraio la campagna di rottamazione per 400mila vecchie multe prese dai milanesi in auto o in moto prima del 2004 e mai pagate da allora, nonostante i solleciti. Una montagna di verbali prima e cartelle esattoriali poi, totalmente ignorate dai trasgressori. Anzi, poichè undici anni dopo tra interessi e more la cifra è «schizzata» e dovrebbero sborsare fino a quattro o cinque volte in più, i furbetti hanno risolto in fretta il rebus tra mettersi in regola o sperare di farla franca. Per questo come ultimo atto prima della separazione definitiva, anche il Comune di Milano ha aderito alla maxi-sanatoria lanciata da Equitalia. I milanesi hanno avuto tempo prima fino al 30 aprile e fino al 30 giugno (la scadenza visti i risultati è stata allungata) per mettersi in regola ritornando in pratica al giorno uno. I 160mila che avevano multeantecedenti al 31 dicembre 2004 (molte cartelle erano intestate a una stessa persona) hanno ricevuto a casa l'invito a saldare il conto senza le maggiorazioni maturate dal 2004. Il pacchetto vecchie multe ammontava teoricamente a 200 milioni di euro. Mission impossible recuperare una cifra consistente, l'assessore al Bilancio Francesca Balzani aveva subito messo le mani avanti. Non confidando troppo in un sussulto di onestà da parte dei furbetti seriali, piuttosto che ritrovarsi con un buco nei conti molto ampio preferito iscrivere a Bilancio una cifra bassissima e correggerla semmai in fase di riequilibrio. Ma il flop della rottamazione va oltre ogni aspettativa. La speranza di recuperare fondi si diceva era stata già prudente, 13 milioni di entrate (sui famosi 200 milioni teorici). E ieri in Commissione l'assessore ha ammesso che ad oggi ne sono stati recuperati appena cinque. Manca all'appello il mese di giugno ma non nutre troppe speranze, magari la partita salirà a 6-6,5 milioni. Neanche la multa superagevolata insomma ha battuto gli irriducibili.

C'è un'altra voce (per ora) in negativo del Bilancio che il tempo dirà se è collegata a Expo. Per ora si può parlare solo di avvisaglia, visto che il conto si chiude a fine maggio e l'Esposizione era aperta solo da un mese. Certo, il mese in cui si prevedeva il boom di ingessi. Tant'è, al momento risulta che il Comune abbia incassato nei primi 5 mesi del 2015 almeno dieci milioni in meno dalla tassa di soggiorno rispetto all'annoscorso. E bisogna tener presente che quest'anno, proprio in considerazione dell'evento straordinario, Palazzo Marino ha stimato di incassare in dodici mesi ben 60 milioni di euro rispetto ai 35 del 2014. I consiglieri del centrodestra sono preoccupati. Il capogruppo di Forza Italia Pietro Tatarella ha invitato la giunta a fare un primo tagliando anche sull'utilizzo dei mezzi pubblici: «Se le metropolitane verso Expo stanno viaggiando semivuoti allora il Comune intervenga per ridurre le corse ed evitare viaggi e spese inutili».