«Un grande disordine così si perde fiducia»

Il consigliere della sinistra radicale: «Ora più controlli sui negozi in centro»

Basilio Rizzo, capogruppo di Milano in Comune ed esponente storico della sinistra radicale. Dai tempi di «affittopoli» è sempre stato attento alla gestione del patrimonio comunale. Cosa pensa degli otto milioni di morosità sugli spazi «a uso comune» degli immobili Mm?

«Non mi meraviglia tanto la morosità in sè quanto la distribuzione. Da alcune categorie in crisi te la potresti anche aspettare ma non da attività commerciali che hanno scelto di fare questo lavoro e si sono aggiudicate spazi in pieno centro».

Mm deve essere più efficace nel recupero?

«Diciamo che emerge un'idea di gran disordine che è preoccupante. Non mi scandalizzerebbe nemmeno, per dire, che si possano concedere degli spazi di edilizia residenziale gratis ad associazione che prestano un servizio utile alla città e faticano a pagare l'affitto, ma in alcuni casi - cito la onlus Alatha che conosco bene - sembra che Mm non sappia nemmeno se siano ancora presenti o se lo spazio è vuoto. E viene messa in discussione la fiducia nel fatto che attraverso l'affidamento della gestione del patrimonio a Mm nel 2014 si sarebbe potuto raggiungere un migliore controllo...».

La giunta non ha cambiato registro sui quartieri popolari?

«Diciamo che sono in attesa da tempo che la conclamata ossessione per le periferie si trasformi in atti concreti. Aspetto risultati concreti sull'aumento degli alloggi sfitti resi di nuovo disponibili e senza un piano temo che la linea dura nei confronti dei rom finirà per peggiorare la situazione delle case popolari, occuperanno alloggi».

Ha chiesto per anni che gli spazi in Galleria siano assegnati con bando pubblico, la giunta sta andando nella direzione giusta?

«La battaglia per le gare viene inficiata da alcuni provvedimenti ad hoc, l'ultima eccezione è quella dell'asta per gli spazi della Feltrinelli aperta solo alle librerie. O, come chiedo da tempo, si fa un piano direttore della Galleria in cui si decide la quota di ristoranti, griffe, librerie che si vogliono mantenere e poi ci si attiene di volta in volta per fare le gare o quando si lanciano delle gare mirate, questa volta limitando la concessione d'uso alle librerie, viene il sospetto che siano fatte su misura, per salvaguardare qualche inquilino che già c'è».

ChiCa