La guerra su Milano: nei bunker della Breda ricordando le bombe

Per due giorni aperte le stanze e le gallerie scavate negli anni '40 al parco Nord. Reperti, foto e filmati per non dimenticare

Noi viviamo dove vivono le piante, dove un cespuglio muore, l'uomo soffoca. «Vibravano le foglie degli alberi quando arrivava un aereo da bombardamento. Dopo aver sentito il suo suono, tremavi, come le foglie, e quel suono poi non lo dimenticherai più». Quante volte la nostra generazione di cinquantenni si è sentita ripetere questa frase, conficcata come una scheggia di mortaio nella memoria di padri e di madri, che erano bambini negli anni '40 del 1900, perché la paura di una condanna dal cielo, che appartiene alla sfera ancestrale dell'orecchio fin dai tempi dei progenitori nell'Eden, non è svanita mai nei nostri genitori. E' il tuono meccanico di quel velivolo ad accogliere il visitatore nel bunker Breda nel parco Nord di Milano, visitabile oggi e domani, il 12 e il 13 marzo, il 9 e il 10 aprile, grazie all'apertura voluta dall'Eumm (Ecomuseo urbano metropolitano di Milano), che si occupa del reperto storico dal 2009. Il bombardamento che colpì la Quinta Sezione Aeronautica della Breda, azienda dove si producevano anche aerei militari, scattò il 30 aprile del 1944. Domenica. Per fortuna non c'era quasi nessuno, quasi, perché i morti furono cinque, e se gli operai fossero stati presenti come in un giorno feriale non si sarebbero salvati. I diversi bunker costruiti sotto l'edificio erano in cemento armato, studiati per proteggere gli uomini da bombe che potevano cadere lontano, ma non certo direttamente sopra, come invece accadde, visto che la Breda fu quasi distrutta. Il bunker rimasto, che scende nel terreno per una profondità pari a un piano delle nostre case, ha molti bracci, e la sua uscita confina con l'aeroporto di Bresso. Quattro bracci sono aperti. Chiuse le porte, gli uomini sapevano d'aver a disposizione due ore di ossigeno. Una tomba salvifica costruita per sfuggire al cielo, proprio quel cielo dove per istinto l'uomo in genere identifica una perenne fonte di vita, trasformato in patibolo dal rombo di un aereo. E lo dicono le storie raccolte nei video, visibili sulle pareti in cemento: testimoni che raccontano il giorno d'aprile di quel secondo conflitto, che ancora oggi si teme possa generare un «figlio» maledetto, la terza guerra mondiale, espressione di cronaca recente, purtroppo. A Milano vive ancora un contemporaneo del bombardamento del 30 aprile del '44, Giuseppe Pirovano. Nel bunker della Breda c'è una bomba fatta all'uncinetto color bianco argento, luce della speranza ma anche tenebra che sfolgora dal fungo atomico. E' un'idea dell'artista Laura Morelli, dell'associazione D+, che ha fatto realizzare trentatre bombe di filo a settanta donne, eredi del lutto del bombardamento di Dalmine, Bergamo, avvenuto il 6 luglio del '44. Quel giorno non era domenica, come il 30 aprile, era un giovedì e la strage avvenne: 278 morti e 800 feriti. Il filo delle vite maschili fu tranciato e le donne, eredi di un ricordo senza scampo, hanno compitato all'uncinetto bombe come opere d'arte. Nel bunker del Parco Nord si sente l'odore della terra vissuta da millenni tra lotte e amori. Si osservano foto che riprendono sigle dipinte più di settant'anni fa sulle mura di Milano per indicare rifugi, uscite di emergenza, cantine di salvataggio. Dopo una mostra sui genocidi, si esce nel verde boschetto. La vita è verde in tempo di pace, l'aria è libera e le piante ti accolgono con braccia materne per ricordarti, tremando, che nel bunker una geranio non potrebbe mai vivere.

Commenti
Ritratto di StefanoParma

StefanoParma

Sab, 20/02/2016 - 09:28

Nessuno si ricorda mai di ringraziare americani e inglesi per avere ucciso premeditatamente vecchi donne e bambini con i loro bombardamenti....Nè per farci pagare tuttora gli interessi sulla loro invasione del nostro Paese.

ArturoRollo

Sab, 20/02/2016 - 10:06

Giuseppina Ghersi, la bambina trucidata dai partigiani comunisti Aveva 13 anni. E' stata violentata per giorni e uccisa perché aveva scritto un tema a scuola piaciuto a Mussolini.Qualche anno prima (probabilmente all'età di 10 o 11 anni) aveva vinto un concorso nazionale scolastico, ricevendo una lettera dallo staff di Mussolini per complimentarsi del risultato.... picchiata a sangue, violentata a turno e poi barbaramente uccisa. Dagli atti dell'epoca resta la testimonianza di un uomo, il sig. Stelvio Murialdo, che racconta: "E proprio il primo era un cadavere di donna molto giovane; erano terribili le condizioni in cui l' avevano ridotta, evidentemente avevano infierito in maniera brutale su di lei, senza riuscire a cancellare la sua giovane eta'.

ArturoRollo

Sab, 20/02/2016 - 10:22

DOPO L' ARMISTIZIO DEL 8 SETTEMBRE 1943, I MORTI CAUSATI DAI BOMBARDAMENTI - AEREI E NON - ALLEATI TRA I CIVILI ITALIANI FURONO SUPERIORI A QUELLI CAUSATI DALLA GUERRA, IN BASSO UNO SPACCATO NUMERICO: Morti per teatro di operazioni: Italia: 74,725 (di cui 37,573 dopo l'Armistizio).I morti civili sono stati 153,147 (123,119 dopo l'Armistizio) inclusi 61,432 in attacchi aerei (42,613 dopo l'armistizio).

ArturoRollo

Sab, 20/02/2016 - 10:45

La ragazzina GHERSI,a 13 anni, venne struprata insieme alla madre davanti agli occhi del padre...era il pomeriggio del 27 Aprile 1945...la GUERRA ERA FORMALMENTE FINITA. I Partigiani ancora costringevano in cattivita' (Campi recintati)gli Italiani ed Italiane che ritenevano "Collaborazionisti"....consumando vendetta private...questo continuo' fino al 1947.

linoalo1

Sab, 20/02/2016 - 10:50

Noi,invece,vogliamo dimenticare!!Fatelo vedere agli Immigrati e fategli capire che noi Italiani,abbiamo combattuto e siamo morti per la nostra Patria!!!Dopo,chiedetegli perché loro non hanno combattuto ma,invece,sono scappati!!!Chiedetegli anche se,in tempi di Pace,avrebbero accolto,nelle loro città,decine di migliaia di Stranieri Sconosciuti con Usanze e Religioni diverse dalle loro!!!