«Ho riportato Milano nell'élite della pallavolo Ora facciamo la storia»

Il patron della Powervolley non nasconde le ambizioni «Puntiamo ai giovani talenti, conquisteremo il pubblico»

Lucio Fusaro, patron della Powervolley Milano, qualche mese fa disse: «Riporterò il grande volley a Milano». Parola mantenuta.

«Quando faccio promesse le mantengo sempre. In soli tre anni la Powervolley ha dimostrato che esiste una via sostenibile per permettere alla nostra città di avere una squadra nella massima serie di pallavolo. E l'enorme aspettativa di esserci è stata soddisfatta proprio nell'anno di Expo col campionato di A1 trasformato in Superlega: nessuna retrocessione per cinque anni se saranno rispettate alcune franchigie come ordine finanziario, capitale sociale, media spettatori presenti».

S potrebbe dire: facile arrivare in alto comprando il titolo: nel 2010 in B dal Parabiago, nel 2013 in A2 dai Lupi Santa Croce e adesso dai calabresi della Callipo Sport .

«Abbiamo fatto come altri grossi club, d'altronde a suo tempo Milano vendette il titolo a Piacenza e poi anche a Cuneo. Non bisogna scandalizzarsi, anche Trento, Macerata, Ravenna si sono comportate così. Non abbiamo sofferto, lottato e sudato? Balle, abbiamo solo sfruttato al meglio l'opportunità di portare una squadra a Milano e accettato la proposta, pur pesante a livello economico».

Ora per organizzazione e potenzialità la Powervolley è diventata un esempio.

«Il nostro motto è “Milano è tornata unisciti A noi” e proprio sabato si è svolta la prima riunione di Powervolley Net, il network di collaborazione sul territorio da noi creato che comprende 20 società della Lombardia, sotto la guida del grande ex giocatore Matteo Daolio e del presidente Carlos Rasores, sempre al mio fianco e con lo sguardo al futuro. I baby tesserati sono 2.500, su di loro e sui talenti che emergeranno non c'è da parte nostra prelazione o costrizione. Vogliamo aiutarli a crescere amando il volley».

Ma a tutti i ragazzini avete aperto un conto corrente...

«Tutti i tesserati per i club consorziati avranno la possibilità di aprire un conto corrente alla Banca Popolare di Lodi con spese bancarie gratuite a vita, usufruendo anche di un bonus iniziale di 100 euro dato dalla banca. Avranno anche una card che permetterà di usufruire di offerte speciali su materiale tecnico e medico e le famiglie potranno venire alle partite a prezzi stracciati».

Il campo Pavesi ha solo mille spettatori, il Palalido rimane per ora un sogno, siete costretti ad emigrare a Desio.

«Serve un impianto adeguato e il palasport di Desio può ospitare 4.900 spettatori. Noi abbiamo già 1.800 abbonati e contiamo di riempirlo nelle partite casalinghe, ma in tre date particolari utilizzeremo il Forum di Assago. Lì voglio che tutta Milano venga a tifare».

Desio è a un passo da Monza. C'è stata qualche polemica con i brianzoli di Alessandra Fusari?

«Hanno detto che non possiamo stare in A1 e la cosa mi fa ridere. Ma dico stop alla loro sterile polemica, pensiamo solo a giocare. Il nostro obiettivo sarà di arrivare davanti a Monza».

Lei è un vulcano di idee.

«Abbiamo creato il “Club dei 100”, uno zoccolo duro di persone che siano partecipi della vita societaria, una forma di azionariato popolare tipo Barcellona o Real Madrid. Le quote? Da 5mila a 25mila euro a testa per entrare a far parte della storia della pallavolo milanese».

Ma lei da ex atleta ed ex allenatore gioca ancora?

«Facciamo il campionato Master e ogni lunedì sera i grandi ex di un tempo si ritrovano qui al Pavesi per partite che sono autentiche battaglie».