I cento giorni di Maroni «Già investiti 2 miliardi»

Dopo i primi cento giorni il governatore Roberto Maroni e il vice Mario Mantovani hanno voluto ieri fare il primo bilancio. Con Maroni che ha sottolineato con un pizzico d'orgoglio e altrettanta malizia che quello della sua giunta è stato «un lavoro enorme che non ha precedenti, andate a vedere i primi cento giorni di chi è venuto prima e vedrete». Già pronto il libro bianco della prima Lombardia a trazione leghista per il cui titolo è stata scelta «La rivoluzione della concretezza» e che nel bilancio totalizza oltre 2 miliardi di euro messi a disposizione di cittadini e imprese. Nel dettaglio sono risorse pari a 20 milioni di euro al giorno, riducendo i costi della politica di 24 milioni, liberando 1,5 miliardi per le imprese, avviando un nuovo modello di welfare che ha subito messo a disposizione 500 milioni a favore delle famiglie e 200 per Comuni, Province e ambiente. Il capitolo dei tagli registra un meno 30 per cento alle spese di rappresentanza della giunta e del 10 per cento a quelle per gli assessorati. Totale 10 milioni e approvata dal consiglio anche la legge regionale che sforbicia del 50 per cento le spese dei gruppi (meno 14,5 milioni ogni anno). Buone notizie per i cittadini, soprattutto se affiancate alla conferma che 1,2 milioni di euro serviranno a sospendere fino al 31 dicembre il pagamento di alcune prestazioni sanitarie e che «entro fine legislatura cancelleremo i ticket sanitari». Un impegno ovviamente vincolato al trattenimento di una percentuale maggiore delle tasse pagate dai lombardi, insieme alla macroregione del Nord uno dei punti cardine del suo programma elettorale.
Ma la lista prosegue con l'intervento sui Pgt che sblocca 3mila cantieri, l'anticipo per 300 milioni di euro dei contributi europei alle aziende agricole. Sono 212, invece, i milioni assegnati ai Comuni e alle Province lombarde per pagare i fornitori e finanziare nuovi investimenti superando i limiti imposti dal Patto di stabilità. Cassa integrazione in deroga rifinanziata per 129 milioni di euro a favore di 3.400 aziende e 48 milioni messi a disposizione per la Dote unica lavoro. Sostegno ai percorsi di riqualificazione dei lavoratori per 15milioni. Creato un nuovo «Fondo a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili: anziani non autosufficienti, disabili, nuove dipendenze e vittime di violenza»: stanziati i primi 50 milioni. Sostegno agli affitti delle famiglie in difficoltà per 13 milioni e 4,5 milioni per aiutare le giovani coppie nell'acquisto della prima casa. Ricco anche il capitolo Salute, l'assessorato di Mantovani con il rilancio degli investimenti di edilizia sanitaria e dell'ammodernamento tecnologico degli ospedali con uno stanziamento di 160milioni, liste d'attesa sempre meno lunghe grazie a un finanziamento di 25milioni e 244 licenziamenti evitati dopo l'accordo per l'Ospedale san Raffaele. A cui proprio Mantovani aggiunge «ben 1.443 assunzioni nelle aziende ospedaliere e nelle Asl e 60 giorni come tempo di pagamento dei fornitori».
Sul fronte politico sia Mantovani che Maroni negano qualunque crepa nel centrodestra, parlando di semplici discussioni e annunciando che «ci sono un centinaio di nomine fra fondazioni, consigli ed enti» ed «entro una settimana, dieci giorni al massimo, saranno fatte tutte». E riguardo alle polemiche su qualche scelta non condivisa come quella dell'ex deputato Giancarlo Abelli che ha provocato la reazione del Pdl, Maroni ha assicurato di procedere non per «una questione di persone, ma guardando i curricula». Fissato per martedì il faccia a faccia tra Pdl e Lega.