I falsi allarmi bloccano il 112 Inutili sei telefonate su dieci

Sono scherzi di bimbi o chiamate partite per caso A maggio numero unico attivo in tutta la regione

Quando lo scherzo al telefono costa caro. È ancora altissimo il numero dei falsi allarmi lanciati al 112: sei chiamate su dieci non sono un'emergenza. Si tratta della bravata di qualche bambino (capace anche di chiamare una quindicina di volte in pochi minuti), di errori o di scherzi. E poi ci sono i casi limite, quelli che chiamano i numeri del soccorso per sapere dove sono le farmacie aperte.

In Lombardia, su oltre 3,5 milioni di chiamate ricevute, più di due milioni vengono fermate dai centralini del 112 e solo il restante 42% viene inoltrato ai destinatari: forze dell'ordine o ambulanze. L'effetto filtro evita di perdere tempo e di sottrarlo alle urgenze vere.

«Il dato delle chiamate sbagliate all'inizio di questo servizio era addirittura del 70% - spiega Alberto Zoli, direttore di Areu, l'azienda regionale che gestisce l'emergenza-urgenza - Nel 2014 sono state fermate il 76% delle chiamate dirette al 112, il 38% di quelle al 113, il 59% di quelle per il 115 e il 39% per il 118. Su Milano nel 2014 sono state fermate quasi 1,2 milioni di chiamate, su un totale di quasi 2 milioni». I numeri non denunciano una cattiva abitudine all'italiana ma sono abbastanza in linea con quelli europei, che si attestano sul 55% di chiamate inappropriate.

Di prassi, gli operatori al centralino richiamano solo quando dall'altro capo del telefono sentono un fruscio: «In quei casi - spiega Zoli - potrebbe non trattarsi di un errore ma di qualcuno o di qualcosa che impedisce a chi chiama di parlare». Un discorso diverso vale per i cosiddetti «seriali», cioè persone che nell'arco di 24 ore riescono a chiamare senza motivo i numeri d'emergenza fino a 2.800 volte. «Ogni chiamata sbagliata - prosegue il direttore Areu - fa perdere circa 25 secondi ai nostri operatori che comunque rispondono a ogni telefonata».

Per evitare errori o chiamate partite per caso, il consiglio - per chi ha uno smart phone - è quello di utilizzare l'app «Where are U» del numero 112, che consente di localizzare automaticamente il luogo da cui parte la richiesta. Il numero unico sta comunque migliorando il far west delle telefonate pazze.

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni nel 2010, quando era ministro dell'Interno, diede il via libera alla sperimentazione del numero unico nella provincia di Varese. Ora annuncia che entro maggio il numero sarà attivo al 100 per cento in tutta la regione: «Per Expo tutto il territorio lombardo sarà coperto da questo sistema».

Il 112, spiega il presidente lombardo, è «un vantaggio per le finanze pubbliche ma soprattutto per i cittadini, perché così aumenta la possibilità di intervento rapido. Anche su questo la Lombardia si conferma un'eccellenza».

«Questa iniziativa - aggiunge Maroni - ci ha permesso di passare da 48 centrali operative a sole 3, riducendo i costi, il numero di chiamate e aumentando quindi l'efficienza del servizio e riducendo i tempi di intervento, il che significa salvare vite».

Per il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca «la sicurezza, soprattutto in vista di Expo, è fondamentale, e la speranza è che per allora rete possa essere completa».