I lavori a San Siro furono cancellati: Milan e Inter devono pagare i danni

Per ospitare la Champions 2016 le società fecero marcia indietro

Il 28 maggio 2016, a San Siro Real Madrid e Atletico Madrid si affrontano nella finale di Champions League: derby drammatico, vinto dal Real solo ai calci di rigore. Ed intorno a quel grande evento si trascina uno scontro di carte bollate che solo ieri, con una sentenza del Tar, arriva a conclusione. Protagoniste Inter e Milan, qui alleate come gestori dello stadio, e chiamate in causa da una cordata di costruttori guidata dalla Beltrami spa.

Alle due società, la Beltrami rinfacciava di avere varato nel gennaio 2014 una gara d'appalto per la «risagomatura dei gradoni» del «Meazza nonché per lavori relativi alla Sala Executive da realizzare sotto la tribuna arancio, sul lato est dello stadio. Importo di base, oltre dieci milioni di euro. La Beltrami, come altre ventitré società, decide di partecipare alla gara e presenta la sua offerta, il 28 febbraio le domande vengono ammesse, manca solo la valutazione della commissione aggiudicatrice. Ma il 30 maggio, all'improvviso, i due club ci ripensano: gara annullata, i lavori non si fanno più. La retromarcia viene spiegata dicendo che ci sono «nuove priorità in termini di individuazione delle opere», e che c'è un interesse al «risparmio di risorse pubbliche».

Ma alla Beltrami si arrabbiano di brutto, perché per partecipare alla gara hanno dovuto sostenere un sacco di soldi. E fanno ricorso al Tar. Dove ora i giudici danno in pieno ragione ai costruttori, accusando Inter e Milan «della violazione degli obblighi di buona fede e correttezza». Il vero motivo che spinse i due club milanesi a revocare i lavori previsti fu l'obiettivo di ottenere la finale di Champions («peraltro in allora ben lungi all'essere oggetto ufficiale di assegnazione alla città di Milano», scrivono i giudici). Milan e Inter avevano fretta di preparare lo stadio ad ospitare la finale, e i lavori previsti dall'appalto avrebbero ostacolato il progetto: ma accamparono, nel provvedimento di revoca, ragioni di bilancio che erano perfettamente prevedibili già da prima: «La consistenza dei lavori e delle spese relative non potevano non essere note anche al momento della pubblicazione del bando».

Inter e Milan dovranno quindi mettersi d'accordo con la Beltrami per risarcire il danno.

Commenti

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Gio, 08/11/2018 - 12:09

Ecco che dopo che Milan e Inter si sono messe d'accordo con il comune per rinnovare presto San Siro, puntuali arrivano anche le manovre di disturbo, da parte di altri (noti) club italiani che naturalmente non vogliono che Inter e Milan traggano vantaggio economico e sportivo da un rinnovamento di San Siro. Tra l'altro le motivazioni della sentenza del tar "«La consistenza dei lavori e delle spese relative non potevano non essere note anche al momento della pubblicazione del bando»" ricorda molto" le sentenze politiche passate tipo "non poteva non sapere".