I libri milanesi per le vacanze Gialli, noir e saggi da spiaggia

Quanti tomi meneghini da leggere sotto l'ombrellone Ecco una piccola scelta di titoli da mettere in valigia

Antonio Bozzo

Non fosse per il gran numero di refusi, il volumetto che raccoglie testimonianze su Milano da parte di scrittori di tutto il mondo («Dicono di lei», Elleboro, 15 euro) meriterebbe una menzione specialissima tra i titoli che, secondo consuetudine, suggeriamo di portare in vacanza. Titoli milanesi, assumendo il rischio di farci accusare d'eccesso d'amore verso una città sempre più seduttiva (talora grazie a effimeri imbellettamenti). I libri che trattano di Milano sono un avviato genere: basti spiare la folla che sbircia l'angolo a essi dedicato, nella grande e milanesissima libreria Hoepli. Su «Dicono di lei» - a cura di Lorenzo Notte - il disgusto di Goethe per il Duomo («montagna di marmo che assume le forme di peggior gusto»); le case di ringhiera, umidi falansteri, viste da Carlo Dossi; Montale che si dà del «milanese pirla»; la Casa della Cultura nelle pagine di Rossana Rossanda; la Milano che non esiste del futurista - inteso anche come «turista fu» - Marinetti. Se invece vogliamo incuriosire i bambini, ecco «Milano for kids», di Monica Buraggi, con belle illustrazioni di Lorenzo Terranera (Lapis, 11 euro). Da tre estati tiene banco portando per mano, con spirito didattico-ludico, attraverso monumenti e storia della città.

C'è sempre da scoprire, anche per adulti. Mettiamo in valigia «Milano for dummies», di Mauro Morellini (Hoepli, 8,50 euro), dove i «principianti» nell'arte di vivere la luccicante capitale lombarda leggeranno di luoghi nascosti, ristoranti da scegliere, chiese e musei. Perché lo sappiamo: Milano è città turistica. Oltre che scenario perfetto per delitti, intrighi, misteri.

Mentre aspettiamo con felicità di seguaci la nuova edizione del primo romanzo di Scerbanenco, «Il terzo amore» - esce a fine estate per La Nave di Teseo, grazie alla figlia dello scrittore Cecilia -, suggeriamo di portare in vacanza un classico: «I milanesi ammazzano al sabato» (Garzanti, 8 euro), che Scerbanenco scrisse nel 1969. Comincia sotto le luci incerte di una balera, nell'umido fine d'agosto, il nuovo libro di Rosa Teruzzi: «Ultimo tango all'Ortica» (Sonzogno, 11,90 euro). Sul delitto, nel luogo reso famoso dalla banda balorda cantata da Jannacci, indaga Libera, l'unica fioraia-detective nel mondo degli investigatori di carta. La prima periferia di Milano è l'ambiente dove si svolge «I tempi nuovi» (Sellerio, 11,50 euro), ultima fatica di Alessandro Robecchi. Qui l'investigatore Carlo Monterossi indaga sull'omicidio di uno studente, fulminato senza un apparente motivo con un colpo di pistola alla nuca: tempi nuovi, tempi noir.

La casa editrice Meravigli è nota per la sua attenzione a Milano. Due i libri freschi di stampa: «Il salotto della contessa Maffei» (15 euro), di Raffaello Barbiera, storica firma del giornalismo, scomparso nel 1934. Il salotto di cui narra i fasti era operante nella prima metà dell'Ottocento, rifugio per grandi scrittori, artisti e patrioti del Risorgimento. L'altro titolo è «Milano. La città e la sua storia» (17 euro), del medico e scrittore Tito Livraghi, pozzo di scienza per quanto riguarda ogni curiosità nascosta nella metropoli.

Sapreste trovare una croce celtica a un passo da un McDonald's? Una torre medievale ingoiata da un bistrot? Con Livraghi, tutto è possibile.

Gli appassionati del mondo dei libri, infine, troveranno invece in «Risvolti di copertina», di Cristina Taglietti (Laterza, 13 euro), storia e vicende di 14 case editrici italiane. Tra le quali le milanesi Adelphi e Mondadori: danno lustro a una città che ancora oggi può fregiarsi del titolo di capitale del libro.