I milanesi: casa e lavoro prime paure

Una città che chiede di investire di più sul lavoro e la formazione, su innovazione e ricerca. Ma che è molto preoccupata per una distanza tra ricchi e poveri che per 8 interrogati su 10 è alta o in aumento e per il fatto che sarà difficile trovare un'abitazione a prezzi accessibili (con un'accentuazione tra i 35-44enni). Così come sono è vissuta con disagio la percezione di una presenza alta di mafia e 'ndrangheta (e a pensarlo sono soprattutto gli imprenditori delle costruzioni). Tra i desideri, invece, una città più internazionale (66 per cento, ma il 90 per cento dei giovani e l'81 per cento delle aziende) e anche «più solidale e dal volto umano» (il 59 per cento, ma tra le donne il 64 per cento). Tra gli studenti a prevalere è la richiesta di una città più competitiva e meritocratica. È questa la fotografia scattata dal sondaggio «Milano al futuro» realizzato dalla Camera di commercio attraverso l'Ispo di Renato Mannheimer e presentato ieri al convegno «Oltre Milano. Idee e proposte per la città di domani». Sulle azioni prioritarie per la cultura e l'arte, invece, al primo posto i milanesi chiedono di «valorizzare le sue eccellenze (la Scala e Brera)». Poi il rafforzamento delle biblioteche (la nuova biblioteca europea è una priorità per 4 cittadini su 10) e i «Giovedì di Milano». Più eventi come Salone del mobile e Bookcity sono chiesti da 4 aziende su 10. «Valorizzare le risorse culturali delle popolazioni straniere residenti» è indicato da 3 cittadini su 10. Per la mobilità vince quella sostenibile. E poi migliorare i collegamenti tra Milano e hinterland. Per la qualità della vita, la vivacità e la sicurezza risulta vincente il rilancio dei piccoli/medi negozi e, a seguire, la valorizzazione di spazi inutilizzati. Con 5 cittadini su 10 che gradirebbero l'aumento di cinema/teatri/gallerie anche nelle zone periferiche. Per il lavoro, le imprese e l'istruzione vince il desiderio di snellire la burocrazia.
«Bisogna tornare a progettare il futuro di Milano - le parole del presidente della Camera di commercio Carluccio Sangalli - Per uscire dalla crisi dobbiamo costruire tutti insieme una città più attiva, una città intelligente con burocrazia zero e in grado di attirare talenti e investitori esteri». Di qui la disponibilità «a gestire in toto lo sportello unico delle imprese» in modo da garantire tempi brevi e velocità nelle pratiche». Nel dibattito moderato dai professori Giulio Sapelli e Mauro Magatti, il sindaco Giuliano Pisapia ha ricordato che «ci troviamo davanti a scelte difficili: di fronte alla riduzione delle risorse, bisogna capire dove tagliare mantenendo quell'equità che è il simbolo di Milano e della democrazia». Tre le sessioni di dibattito, dedicate a Innovazione e creatività, Infrastrutture materiali e immateriali al servizio della città e delle imprese e Nuovo welfare per Milano. Per il presidente della Provincia Guido Podestà «quando parliamo di città metropolitana, parliamo di qualcosa di indispensabile per il nostro territorio e sarà fondamentale investire per ridurre i costi per le imprese dovuti alla burocrazia». Nell'ultimo intervento il governatore Roberto Maroni annuncia che la giunta sta studiando, assieme all'Associazione nazionale dei costruttori edili e alle banche, un provvedimento che metta a disposizione degli anziani e delle giovani coppie il patrimonio immobiliare sfitto e non venduto di tante imprese di costruzione che sono oggi in difficoltà. «Un patrimonio non utilizzato di 170mila vani in Lombardia, su cui le aziende pagano l'Imu. È un'assurdità».