I postini fanno a gara. Le consegne in bici? Uno sport "estremo"

Oltre duecento pony express ciclisti si sfidano. È il primo campionato di una categoria neonata

In bici se piove e se nevica, quasi uno sport estremo, «e siamo più veloci dello scooter, credeteci». I cycle messenger sono i pony express di oggi con il mezzo di ieri, la bicicletta, che sia performante però, per non parlare delle gambe. Questo weekend a Milano si riuniscono in una delle più importanti manifestazioni di urban cycle messengers, la Icmc 2014, il primo campionato nazionale. Parte da Milano, lì dove la primissima azienda italiana di consegne su due ruote, la Urban Cycle Messenger, è nata. A Chicago i primi postini in bicicletta sono già pensionati, in Italia ci si prova da appena sei anni, ma meglio tardi. Il fondatore è lo stesso che oggi organizza l'Icmc, Roberto Peia, che proprio da Chicago si è inventato di consegnare l'idea a Milano. Un successo, poi replicato (in città è nata in seguito anche Milanbike). Fino alla tre giorni di competizione per pony express ecologici, che inizia venerdì e che con le gare di ciclismo condivide solo le due ruote, perché «per gareggiare bisogna essere più veloci col cervello che con i piedi», spiega Gianmaria Citron, uno degli organizzatori. La Icmc2014 consiste infatti in un percorso chiuso con diversi checkpoint. Ad ogni partecipante viene data una mappa del percorso, con tanto di sensi unici indicati e informazioni sulle tipologie di consegne da fare. Praticamente una giornata tipo del cycle messenger, concentratissima e piena di ostacoli. Vince chi arriva primo, come in ogni gara, ma anche chi sceglie meglio come affrontare il percorso e gestire i tempi: «È molto difficile, ma è ciò che facciamo ogni giorno. È una gara aperta a tutti, per chi vuole vedere come corre un bike messenger».

Venerdì alle 18 ci sarà la festa di benvenuto al Velodromo Vigorelli, con cui apriranno anche le iscrizioni al campionato, sabato al Parco Lambro le qualificazioni e domenica le finali. Si prevede che parteciperanno in duecento, e vengono da tutta Italia. Il primo campionato nazionale potrebbe portare l'anno prossimo a far diventare Milano la sede dei campionati europei (quest'anno a Stoccolma).

Intanto la realtà delle due ruote ecologiche a Milano corre tantissimo. Urban bike messenger conta 20 corrieri che trasportano buste, pacchi e cibo, con una media di 4000 consegne a settimana, sostenibili anche nei materiali perché «tutte le nostre buste sono di materiale compostabile, come i sacchetti dell'umido, per capirci». Si parla di «messenger spirito», cioè zero impatto ambientale, passione per le due ruote e una buona dose di coraggio urbano per sfidare la neve, la pioggia, il pavè, i binari, le scale. Forse per questo agli automobilisti non stanno simpatici, un po' li invidiano, «perché i nostri 10 minuti di strada non diventano mai 20». Guai a dire che col motore si fa prima, loro vanno dappertutto, attraversano piazza Duomo, arrivano anche in piazza Castello, non restano mai imbottigliati. E da porta Genova a Tortona la bici se la mettono in spalla.