I ragazzi vanno all'accademia per smascherare le "bufale"

Le fake news? Non solo su internet. Stefano Parisi mette in guardia, intervenendo a Sky Tg24 nella Giornata mondiale del fact-checking: «Le false notizie - spiega Parisi - non sono solo una prerogativa del web. Purtroppo in questo momento la politica racconta di sua spontanea volontà una realtà che non è quella del Paese. E quindi ci siamo abituati al fatto che la verifica con la verità di quello che uno dice è un fatto secondario. Io credo che questo non sia colpa della tecnologia, ma di chi non ha l'etica della verità e di capire che chi fa politica deve dare maggiori garanzie rispetto a un cittadino comune».

L'abitudine alla verifica dei fatti parte dai ragazzi. Proprio ieri l'associazione Factcheckers ha organizzato in collaborazione con Sky Academy una giornata dal titolo «Alla prova dei fatti» per insegnare ai giovani a riconoscere le «bufale». Alla lezione nella sede Sky di Santa Giulia hanno partecipato oltre cento ragazzi tra i 15 e i 18 anni (nella foto), che hanno imparato a informarsi in modo consapevole su internet e hanno acquisito facili strumenti interattivi di verifica delle fonti per smascherare le fake news. Gli studenti si sono messi alla prova in un quiz per distinguere notizie vere e create ad arte tratte da siti e social e hanno imparato i trucchi teorici e pratici per verificare le informazioni sul web. L'obiettivo numero uno era quello di stimolarli ad avere senso critico nei confronti dei numerosi contenuti digitali e «virali» con cui entrano in contatto. In cattedra, Stefano Moriggi e Paolo Ferri dell'Università Bicocca, Nicola Bruno (Factcheckers e F5-Refreshing Journalism) e Raffaele Mastrolonardo (F5-Refreshing Journalism). Mentre i giornalisti di Sky hanno spiegato come la verifica dei contenuti in Rete sia diventata una priorità anche per le redazioni. Il decalogo della buona informazione è su www.factcheckers.it/guida.