I segreti dei giardini? Sul telefonino

Chi lo avrebbe detto che l'infinito vivente nella natura, visto da Leopardi oltre una cara siepe, avrebbe incontrato un giorno un'applicazione per iPhone e iPad, conoscendo così l'infinito della rete? Cuori d'ispirazione fin dall'antichità, oggi i giardini vengono raccolti in un app, «Giardini d'Italia», la prima mappa interattiva dedicata alla bellezza per cui il nostro Paese, prima che nella moda, è stato principe d'eleganza, avendo lanciato lo stile del giardino all'italiana.
Laura Arcelli e Donata Orlando sono le ideatrici di questo «volume» in etere, edito dalla «Libreria della natura» in corso Magenta e studiato per diventare una rassegna completa dei gioielli in cui brillano fiori e piante. Dopo un anno di lavoro, Laura Arcelli e Donata Orlando sono riuscite a catalogare già cinquantadue giardini lungo il verde Stivale, che fin dai tempi di Goethe è famoso per essere il «giardino del mondo» e che farebbe la sua massima fortuna se puntasse le risorse economiche proprio sulla ricchezza della natura di cui è splendidamente dotato. Invece uno degli scopi dell'app è proprio quello di aiutare la manutenzione di perle la cui costosa coltivazione è tutta a carico dei privati. Le planimetrie, la visione complessiva del sito, gli angoli più suggestivi appaiono sull'iPhone e sull'iPad sia per gli amatori che vogliono conoscere più da vicino il luogo, sia per i viaggiatori che, percorrendo questi spazi di naturale benessere, vogliono approfondire la loro conoscenza passo dopo passo.
Le affascinanti descrizioni rivelano l'unica essenza per cui le tante essenze verdeggianti sono state create e mantengono un'intatta avvenenza: inventate da grandi architetti o disegnati dalla natura nel corso dei secoli, regalano con i loro profumi e silenzi non solo lo spettacolo più puro della terra ma anche il benessere del corpo e della mente. Tre giardini ad esempio sono noti per le loro facoltà bioenergetiche, come quello di villa Lina, vicino a Viterbo, che contiene un orto rialzato a spirale, costruito sul pensiero del botanico e filosofo giapponese Masanobu Fukuoka. Parole chiave possono aiutare una ricerca più specifica, rosa, Russell Page, labirinto, per fare degli esempi. Scegliendo quest'ultima si può approdare alla conoscenza del giardino Giusti a Verona, celebre proprio per il suo percorso a vicoli ciechi. Giardini all'italiana, giardini all'inglese, i giardini, come la moda, sono lo specchio dei tempi, e le schede dettagliate consentono di scoprire dettagli inaspettati.
Giardini, ma anche luoghi dove ambientare eventi, set fotografici, mostre o mete di viaggi. La app è un valido strumento per scoprire giardini che offrono speciali caratteristiche.
Nell'app anche il codice QR. Se le piante del giardino che si sta visitando sono state catalogate con un QRCode, lo si può fotografare per avere tutte le informazioni riguardo ad un'antica quercia o un giovin faggio. E' uno dei tanti servizi di «Giardini d'Italia», l'app tutta al femminile che tenta di tradurre con i mezzi più moderni l'infinitezza enigmatica anche di una rosa. «Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus» dicevano gli antichi, proposizione ad hoc per questa iniziativa che entra con la tecnologia nei luoghi di più segreta nudità fin dai tempi dell'Eden.