Idee, libri e "cervelli", nella marea populista l'oasi di "Lodi liberale"

Quasi 70 eventi, protagonisti fuori dal coro La rassegna di Maggi è un gioiello culturale

Un gioiello di cultura e pensiero politico. Libri, idee, confronti, protagonisti a portata di mano. La piccola Lodi è diventata un caso: un'oasi liberale in un mare di statalismo, estremisti e populismo.

Lo è diventata grazie a Lorenzo Maggi, a una manciata di amici che hanno fondato l'associazione «Lodi liberale» e ai soci che la sostengono e la seguono. Un evento ogni tre lunedì per 5 mesi, 66 in tutto, dedicati a economia, scienza, religione, filosofia. Un punto di vista liberale che oggi appare (ma forse non è) minoritario, in Italia e non solo. Tutto è nato nel 2013, con Maggi e i suoi amici che si sono posti il problema di fare «qualcosa» di liberale. Quel «qualcosa» è diventato tanto: a Lodi sono arrivati alcuni dei nomi più importanti del pensiero liberale italiano. E si è parlato di Milton Friedman, Murray Rothbard, Karl Popper. Si è discusso di mercato, liberalizzazioni, privatizzazioni, buono scuola. Ma anche di Ogm, scienza, bioetica, religione. E a Lodi è arrivato anche don Beniamino Di Martino, l'unico sacerdote «rothbardiano» e libertario d'Italia.

L'esordio del 2013 merita di essere ricordato. In programma un volume che era «tutto un programma». Autore Alberto Mingardi, titolo «L'intelligenza del denaro: Perché il mercato ha ragione anche quando ha torto». Gli esordienti scrissero a Piero Ostellino, allegando alla mail la carta dei valori: rispose un'ora dopo, scrivendo: «Solo dei pazzi possono pensare di fare una cosa simile. Siete anche giovani, questo è il mio indirizzo di casa, questo è il mio numero di telefono, venitemi a prendere e verrò con voi».

Ospite di Lodi liberale è stato l'ex presidente del Senato Carlo Scognamiglio. A Lodi sono «di casa» Carlo Lottieri, Carlo Stagnaro, Mingardi, Luigi Marco Bassani e i protagonisti dell'istituto Bruno Leoni. Ernesto Galli della Loggia dopo l'evento è andato in un pub coi liberali di Lodi. Carlo Cottarelli per tre volte è stato protagonista. Alessandro Gnocchi del Giornale ha parlato di Oriana Fallaci.

Lunedì alle 21 nella sala Rivolta in via Cavour, 66 il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, con Sebastiano Barisoni, vicedirettore di Radio 24, presenterà «La verità vi prego sul neoliberismo» l'ultimo libro di Mingardi, che sfata il mito del mercato pervasivo e tirannico, dimostrando come - nell'ultimo decennio - di politiche neoliberiste ce ne sono state poche, meno di quanto si creda purtroppo, visto che è al famigerato «neoliberismo» che si deve quel poco di crescita e prosperità che si è visto in Europa.

Stagnaro ha spiegato agli studenti come la spesa pubblica sia come una cena di classe in cui ciascuno, sapendo che si paga alla romana, è portato a ordinare più piatti del necessario, pensando di scaricare sugli altri la propria «mangiata», e il risultato è un conto salato per tutti. Nicola Porro è stato a Lodi e poi ha pure «girato» un piccolo video quando Maggi si è candidato a sindaco, due anni fa. Dopo tre mandati e tre exploit elettorali, oggi Maggi è vicesindaco e delegato alla Cultura. Ma questa è un'altra storia. Carlo De Albertis è stato a Lodi liberale nell'aprile 2016, per discutere con Stefano Moroni, urbanista «hayekiano». E il sogno di Lodi liberale è avere come ospite Antonio Martino, il patriarca dei liberali italiani. Ogni anno la tessera di Lodi liberale è dedicata a un grande, ogni anno una copia di ogni singolo libro presentato viene donato alla biblioteca. Libri spesso introvabili. Niente fondi, niente sponsor. «Non è mai saltato un lunedì, non c'è mai stata una contestazione» dicono i liberali di Lodi. I «matti» liberali.