Via Idro pericolosa Il campo nomadi chiuso dai giudici

Il Consiglio di Stato respinge il ricorso dei rom Palazzo Marino: «Ora avanti con l'integrazione»

Il Consiglio di Stato ieri ha respinto l'appello presentato dalle famiglie dell'insediamento di via Idro con il quale si chiedeva di sospendere la chiusura del campo nomadi decisa dal Comune di Milano. I giudici della quinta sezione, come già il Tar Lombardia, aveva fatto lo scorso 17 dicembre, hanno ritenuto che, visti i rischi sulle aree occupate e considerate le soluzioni abitative messe preventivamente a disposizione dal Comune per tutte le famiglie autorizzate a dimorare in via Idro, non vi siano «sufficienti elementi di fondatezza» per il ricorso. Di conseguenza autorizza il Comune ad eseguire l'ordinanza. «Questo pronunciamento - commenta l'assessore alla Sicurezza, Marco Granelli - conferma ancora una volta la bontà della scelta del Comune di Milano, con le sue linee guida in tema di rom, sinti e caminanti, di chiudere situazioni di rischio ambientale, sociale, igienico-sanitario di sicurezza urbana ma, al contempo, offrendo concrete e adeguate alternative alle persone e soprattutto alle famiglie con minori». In questo modo «esprimendo soddisfazione per l'ordinanza del Consiglio di Stato - aggiunge Granelli - i nuclei familiari sono aiutati nel processo di integrazione che necessariamente parte dalla frequenza scolastica dei minori, da un luogo dignitoso in cui abitare, da un processo di ricerca del lavoro per gli adulti, il tutto senza corsie preferenziali, ma nel contesto dei diritti e doveri di tutti». In tre anni il Comune ha provveduto a chiudere tre campi nomadi che da 30 anni esistevano in città; tre dei sette che aveva ereditato dalla precedente amministrazione. «In tre anni - si legge in una nota diffusa ieri da Palazzo Marino -, sono stati effettuati anche più di 600 sgomberi di occupazioni abusive su aree e in edifici abbandonati. Nello stesso tempo sono state 1.345 le persone accolte nelle strutture emergenziali e di accoglienza del Comune, di cui 558 minori».«Crediamo che questa sia la strada giusta - conclude l'assessore Granelli -: togliere e contrastare il degrado e le criticità e le condizioni di segregazione e disagio, per costruire percorsi di integrazione, per il futuro delle famiglie rom e per il bene di tutti i cittadini milanesi». Nei prossimi giorni quindi le famiglie di via Idro «saranno invitate ad uscire dal campo e trasferirsi nelle soluzioni individuate dal Comune, peraltro già da loro visitate. Immediatamente dopo si provvederà, in accordo con la prefettura, ad allontanare chi non ha rispettato l'invito e a procedere al recupero dell'area di via Idro per pulirla e metterla in sicurezza».RC

Commenti

tiromancino

Sab, 05/03/2016 - 17:57

Ma le puttanate dette da quest'individuo che rappresenta il comune comunista rasentano la follia. Dopo aver fatto fare i porci comodi ai rom,questi di via Idro li ho avuti fronte casa per vent'anni poi spostati da Pillitteri,li integrano: in cosa? A gratis in tutto tanto pagano quei pirla di milanesi e l'area va rasa al suolo e costruito un parco anche in memoria di quei morti ammazzati da quei delinquenti in questi vent'anni e più di soggiorno sulle nostre spalle. Fanc..o sindaco e abbracciateli tù i rom