Incidenti in serie, altro che iella: Atm ha sciolto l'ufficio Sicurezza

Altro che «sfiga», come il presidente di Atm Bruno Rota sintetizza le cause della drammatica giornata di martedì scorso e della catena di incidenti che stanno rendendo un'avventura viaggiare sulla metropolitana milanese. Tra le scoperte che in queste ore stanno venendo a galla sulla realtà interna all'azienda dei trasporti, ce n'è una quasi surreale: oggi in Atm non esiste più un ufficio sicurezza.
La struttura che si occupava di tutte le numerose e complesse tematiche legate alla sicurezza è stata decapitata e smantellata, le sue competenze sparpagliate qua e là, e le sue funzioni dirigenziali affidate - chissà perché - all'ufficio del personale. Riorganizzazione, l'hanno chiamata. Ma la spiegazione che circola in Foro Bonaparte è più semplice. La struttura aveva una colpa imperdonabile: a dirigerla erano uomini scelti sotto la presidenza di Elio Catania, ai tempi delle giunte di centrodestra. E quindi considerati non affidabili. In pratica, è stata realizzata una forma radicale di spoil system, per motivi di ortodossia politica, senza stare tanto a guardare le professionalità in campo.
La struttura aveva un nome un po' enfatico («direzione sistemi e tecnologie protezione patrimonio») ma si occupava di fatto di tutti i temi legati alla sicurezza in Atm. Oggi il numero uno della struttura, Claudio Pantaleo, è definitivamente fuori dall'azienda. Classico caso di dimissioni «spintanee»: di fronte all'azzeramento delle sue competenze, ha preferito andarsene piuttosto che essere licenziato. Nessuno ha preso il suo posto, per il semplice motivo che la struttura non c'è più. Le conseguenze, raccontano in Atm, hanno già iniziato a vedersi. I campanelli d'allarme che nelle scorse settimane indicavano il deterioramento progressivo della struttura, in particolare sulla linea rossa e sulla verde, sono rimasti inascoltati.
E, ancora peggio, non è stato approntato un piano di evacuazione degno di questo nome per la giornata di martedì, quando era chiaro che l'interruzione del servizio a causa sciopero nel pieno dell'ora di punta, alle sei di pomeriggio, avrebbe costretto ad abbandonare vagoni e stazioni un esercito di decine di migliaia di viaggiatori. Anche perché pare sia stato consentito ai vigilantes interni di scioperare anche loro nel momento in cui ci sarebbe stato più bisogno di loro.
Sul tema dello smantellamento dell'ufficio Sicurezza di Atm è intervenuto ieri il consigliere comunale Riccardo De Corato, denunciando che oggi «in Atm c'è totale assenza di coordinamento tra le varie funzioni» e che «tre sale operative del metro che non si parlano, con altrettanti responsabili. Le comunicazioni ai passeggeri e l'assistenza non coordinati determinano reazioni caotiche al momento in cui si verificano disservizi» mentre «le tre linee di metropolitana sono un colabrodo senza sicurezza dove chiunque ha accesso alle gallerie; infatti martedì uno scippatore era riuscito a raggiungere i binari senza grossi problemi determinando un nuovo blocco della linea 1 della metropolitana».